21 febbraio 2008

PHILIP J. CORSO: UN INEDITO POSTUMO

Chi scrive lo ha personalmente conosciuto, lo ha fatto venire in Italia prima e al Simposio Mondiale di San Marino poi, poco prima della sua morte, verificando altresì le sue credenziali di militare e uomo dell'intelligence USA unitamente a tutta l'evidenza storica del ruolo-chiave da lui rivestito con la sua attiva presenza presso il Comando Generale Alleato a Roma nell'immediato dopoguerra. Decorato da Umberto Il, è a quest'uomo che si deve la riorganizzazione delle Autorità dell'Italia post-liberazione. Profondamente corretto e coerente (a cominciare dal proprio dichiarato approccio legalitario e antisovietico che ispirò la struttura strategica-ombra "Stay Behind" solo successivamente destinata a trasformarsi in "Gladio", per il quale fu violentemente attaccato da l'Unità pare su diretta indicazione di Stalin), questo professionista in divisa non ha dunque millantato credito più di tanto, in quanto il suo profilo ed il suo background sono e restano reali e incontrovertibilmente incontestabili. Certo, si potrà anche non credere alle dichiarazioni dell'uomo Corso, si potrà dire magari che è impazzito oppure che, da esponente dell'intelligence che non è in pratica mai andato in pensione, ci ha propinato, al pari di certi altri "Rivelatori", tutta una serie di informazioni false seppur ai limiti della verità tese a disinformare e quindi, confondendo le acque, ad impedire una corretta comprensione della effettiva realtà storica e tecnica del fenomeno ufologico, da Roswell in poi, nella migliore tradizione del cover-up delle Autorità di Washington in tema di UFO. Solo che invece potrebbe anche aver detto la verità, reagendo alla consegna del silenzio impostagli dai suoi superiori e giungendo infine a scontrarsi, come ha fatto nelle sue ultime settimane di vita, con il Governo USA, da lui accusato senza mezzi termini di avere scientemente dichiarato il falso su tutta la vicenda degli UFO e di Roswell in particolare per ragioni di stato. Sia come sia, verso i suoi scritti inediti si è poi sviluppata in USA come in Italia una vera e propria "corsa", purtroppo dominata quasi esclusivamente dalla vergognosa tendenza altrui ad usare la sua figura oltre la sua morte per ricavare facili utili editoriali. Sia come sia, la recente tragedia dello "Shuttle" che ha colpito la NASA e gli USA sembra più che mai in linea con il contenuto di questo testo inedito e postumo che abbiamo l'onore di pubblicare in esclusiva.Un testo che parla di clonazione, tecnologia aerospaziale aliena, retroingegneria e insabbiamenti accusando altresì Washington di scelte storicamente ed eticamente errate e riprovevoli. Da lui consegnato a suo tempo a più di un esponente del CUN (da Franco Mari a chi scrive, da Paola Harris ad Adriano Forgione) durante la ultima sua visita in Italia e a San Marino con preghiera di farne buon uso "al momento giusto" e solo col suo consenso, abbiamo avuto quest'ultimo pochi giorni prima della sua scomparsa e per cinque anni abbiamo atteso di rendere noto questo suo piccolo "testamento spirituale" redatto in forma di note manoscritte, che abbiamo fatto precedere da una prima parte introduttiva.Ora, all'indomani della tragedia del Columbia, quel momento è infine venuto.

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