16 dicembre 2009

CASO ZANFRETTA: NOVITA'.

In occasione del convegno di Saras del 22 novembre 2009, la nota giornalista Paola Harris ha intervistato Pier Fortunato Zanfretta con importanti novità...


UFO: Il famoso atterraggio di Socorro del Poliziotto Zamora un clamoroso falso?



Forse dopo 45 anni quello che potrebbe essere uno dei più famosi avvistamenti della storia potrebbe giungere ad una conclusione.
A far luce alla vicenda sarebbe la confessione di un anziano Direttore di College, il tutto accompagnato da un documento dell'epoca di recente scoperta. Tutto indicherebbe che il famoso atterraggio avvenuto nel 1964 a Socorro (New Mexico) vissuto dal Poliziotto Lonnie Zamora fu il risultato di un elaborato scherzo fatto da alcuni studenti. Questa incredibile storia è stata raccontata recentemente dalle persone che per decenni hanno mantenuto il segreto.

La Storia in breve

La data e' il 24 Aprile 1964, il Poliziotto Lonnie Zamora si trova in regolare servizio di pattugliamento a Socorro. Gli accadimenti di quel giorno avrebbero per sempre segnato la sua vita. Attorno alle 17.50 in pattuglia sulla propria auto sentii una forte esplosione, inizialmente credendo provenisse da una baracca contentente dinamite nelle vicinane del deserto e delle montagne, si avvicinò per capire di cosa si stesse trattando. Una volta raggiunta la collina si fermò. Ad una distanza di circa 100 metri vide uno strano oggetto ovale grande circa 20 piedi poggiato in terra su pedane.

L'oggetto era perfettamente liscio, senza finestrini, era di colore argenteo con un'insegna di colore rosso di 80 centimetri circa.
Zamora notò quelle che potevano sembrare due figure dalle dimensioni piccole, come se dei bambini indossassero tute bianche che si aggiravano attorno all'oggetto.
Zamora al quel punto inziò ad avvicinarsi all'oggetto a piedi e notò un movimento brusco da parte di una delle due creature.
Immediatamente sentii un sibilo acuto e notò una fiammata provenire dalla parte inferiore dell'oggetto che nel frattempo si staccava da terra.

Il poliziotto spaventato tornò indietro e nel correre vide che l'oggetto si librava a circa tre metri sopra le baracche circostanti per poi infine sparire dietro le colline. Scioccato per quello che aveva visto, immediatamente raggiunta l'auto informò via radio l'accaduto alla centrale. Quando l'ufficiale gli chiese cosa potesse sembrare, lui rispose: "Sembra un pallone", ma non poteva essere sicuro cosa avesse visto. Affermò in seguito che avrebbe potuto essere un esperimento militare segreto o anche gli ET. Zamora fu riluttante nel sbilanciarsi ulteriormente. Riferì che la vicenda si presentava strana e spaventosa.

Il periodo che segue dopo il diffondersi della notizia mostra come l'interà città fu lettarlmente travolta dalla storia Vari ricercatori accreditati del Paese si interessarono. Funzionari dell'Air Force del Progetto Blue Book e investigatori civili del NICAP cercarono di far luce alla vicenda. La storia attirò media nazionali ed internazionali.

Le novità e il documento incriminato.

Recentemente il 2 Novembre 2009 Lonnie Zamora si è spento a 76 anni per insufficienza cardiaca a Socorro.

Stirling Colgate Presidente del New Mexico Tech ha confermato, in una lettera datata 1968 ed indirizzata al celebre scienziato Linus Pauling (Premio Nobel) che l'UFO di Socorro alto non era che un falso.

La lettera conservata dal Dr. Linus Pauling all'interno delle collezioni speciali dell'Oregon State University (nella quale si trovano i documenti archiviati di Pauling) permette di comprendere la reale natura del fenomeno di Socorro.
Lo scambio epistolare avvenuto nel 1968 tra e il Presidente del New Mexico Tech e il Dr. Stirling Colgate mostra come i due si interrogarono sul fatto. Colgate, rispose a Pauling inviando una lettera con una nota scritta a mano in fondo dicendo: (Foto nella gallery dell'articolo): "Ho una buona indicazione sullo studente che ha progettato la burla. Saluti, Stirling."
Linus Pauling (multiplo premio Nobel) notoriamente era interessato agli UFO. Questo suo interesse lo spinse a interpellare l'amico Stirling Colgate, per cercare maggiori dettagli dell'accaduto. La risposta lascia pochi dubbi.
Recentemente interpellato da alcuni ricercatori, Colgate ha confermato tutto. Egli e' convinto che si tratti di una bufala creata da alcuni studenti dell'epoca e fino ad oggi hanno mantenuto l'assoluto silenzio.

Stirling Colgate famoso astrofisico presso il Los Alamos National Laboratory si specializzò nel plasma e la fisica dell'atmosfera. Le sue scoperte in questo campo sono considerate monumentali, tra i suoi collaboratori spiccano Oppenheimer e Pauling. A tutt'oggi Colgate ha un ufficio a Los Alamos all'età di 84 anni.

A conferma di tutto arriva anche la testimonianza del Professor di Psicologia Frank T. Etscorn impiegato da meta' degli anni '70 fino ai primi degli anni '90 presso la New Mexico Tech. Etscorn è notariamente conosciuto per aver inventato il cerotto alla nicotina. Un'intera ala del College gli è stata dedicata nel 1993.
Etscorn conosceva la storia dell'atterraggio di Socorro dieci anni prima di inziare a lavorare presso il college.

Avendo esaminato il caso negli anni '80, tramite l'annuario riusci' a rintracciare gli alunni che frequentarono la scuola nel 1964 ed individuò tramite una serie di indizi che combaciavano, uno degli autori della burla.

Secondo una possibile ricostruzione di come possano essere andati i fatti, Etscorn ritiene che un grande pallone ad elio fu posato a terra per poi essere rilasciato al momento giusto. Forse il pallone era composto da materiale riflettente. Le fiammate potrebbero essere state generate da esplosivi pirotecnici, da razzi o da torce, Alcuni studenti avrebbero potuto indossare camici bianchi ed entrado in depressioni del terreno avrebbero potuto dare l'impressione di essere umanoidi bassi.

Zamora potrebbe essere stato portato in quel luogo dello scherzo appositamene tramite un inseguimento e il successivo scoppio. Anche se queste teorie potrebbero essere speculative, il Dr. Etscorn ricorda che tutto quello che vide Zamora poteva essere riprodotto tranquillamente.

Dave Collins era un matricola al New Nexico Tech, nel 1965, un anno dopo l'incidente di Socorro. Collins divenne uno stimato scienziato e tra l'altro contribuii la guida dell'Energetic Research and Testing Center al N.M. Tech. E' considerato un esperto mondiale sugli effetti delle esplosioni e degli esplosivi.

Lui stesso ha spiegato che pianificò alcuni scherzi quando era studente al Tech. Nel 1965, lui ed alcuni amici progettarono quello che poteva essere uno scherzo paranormale, il tutto coaudiovato da uno dei suoi professori di fiducia. Il professore (che ha lavorato per anni nel college) gli disse che la N.M. Tech aveva una lunga storia di burle e che una di esse era degna di nota. Collins confermò che lo stesso professore gli rivelo' che tutta la vicenda avvenuta a Zamora era frutto di uno scherzo da parte di alcuni studenti. Non vi era motivo di mentire e tutto era chiaro. Fu un grande esperimento pirotecnico che poteva impressionare il testimone.

Il motivo dello scherzo.

Collins spiega che Lonnie Zamora aveva la reputazione di perseguitare gli studenti del college in quel periodo. I ragazzi non avevano un buon rapporto con la polizia. C'era parecchio attrito. Zamora si era dimostrato sempre molesto contro gli studenti, alle volte senza apparente motivo. Molti studenti lo odiavano. Quale modo migliore per vendicarsi se non farlo passare da imbecille agli occhi di tutti?

Pochi sanno che Zamora aveva lavorato alla New Mexico Tech come meccanico sette anni prima di diventare poliziotto. Aveva svlippato una cattiva opinione dei ragazzi del college, un mondo completamente differente da lui. Quando si licenziò per unirsi alle forze di polizia cittadina, cercò di usare la sua influenza su questi ragazzi. Collins ricorda che Zamora era conosciuta come una persona "non particolarmente educata". A sostegno di questa osservazione ci sono le osservazioni del ricercatore USAF , il famoso Dr. J. Allen Hynek che nella sua relazione riferiva: "Vorrei concludere che Zamora, anche se non eccessivamente brillante o articolato, è fondamentalmente sincero."

Le ultime considerazioni che si possono fare im merito a queste informazioni, è che gli autori di questa burla, oggi magari diventati famosi o meno ricercatori e scienziati non avrebbero voluto rivelare la storia per ovvie ragioni di cattiva reputazione e di gravi conseguenze verso di loro.

A parte i possibili sbagli compiuti da Zamora, è chiaro che questo scherzo ha condizionato l'intera vita del personaggio. Lo scherzo andò oltre le più azzardate previsioni, inquinando non poco lo studio e il fenomeno ufologico. Queste persone volendosi scagliare contro un singolo personaggio hanno di fatto scritto una brutta pagina della storia prendendosi gioco dell'intera comunità scientifica e dell'Air Force che a lungo indagò. E per questi motivi si comprende il totale silenzio da parte degli autori.

"Gli alieni? Ci osservano. Ma non si fidano di noi"



Roberto Pinotti è il maggior esperto italiano di ufologia. Ha scritto un libro che rilegge storia e religione alla luce della presenza extraterrestre. E spiega: "Incontrarli sarebbe un choc che rivoluzionerebbe gli assetti del mondo. Ma per ora ci usano solo come scalo..."
Roberto Pinotti è un uomo che fa discutere. Veneziano, 65 anni, sociologo e scrittore, è il maggiore esperto italiano di ufologia. Crede negli alieni. Contro ogni scetticismo e ogni pregiudizio. Dice che solo negli ultimi sessant'anni sono stati documentati almeno 150mila casi per i quali ogni ipotesi di spiegazione convenzionale non si è rivelata valida e credibile. Spiega che molti ancora non credono alla teoria extraterrestre, anche perché le autorità politiche e militari continuano a mettere in campo strategie di discredito. Per questo ha scritto un libro, «Alieni: un incontro annunciato» (Oscar Mondadori, 10 euro). Dove apre tutti gli X Files per rileggere la storia umana sotto una luce tutta nuova: dalla Bibbia alle pagine latine dello storico Giulio Ossequente, dalle osservazioni astronomiche dal Seicento in poi alle relazioni top secret del Pentagono e del Kgb. Anche religioni, mitologie, leggende e tradizioni potrebbero trovare una spiegazione alternativa legata a interventi alieni. Ci incontreremo mai? Per ora ci accontentiamo di incontrare l'autore...
Qual'è oggi la prova più evidente dell'esistenza degli alieni?
«Sul fronte scientifico e dell'astrofisica nessuno nega più su basi statistiche l'esistenza di civiltà aliene. Gli scettici ritengono però che, considerate le enormi distanze fra la Terra e le stelle, un contatto fisico sarebbe pressochè impossibile. Il che in realtà è una falsa argomentazione, in quanto se è pur vero che il limite fisico della velocità della luce costituisce un ostacolo, è anche vero che la fisica d'avanguardia ci conferma che curvando opportunamente lo spazio si potrebbero colmare grandi distanze in tempi brevi bypassando il problema».
...ma aldilà delle considerazioni della fisica?
«La casistica degli ultimi sei decenni, più di un milione di casi accertati, migliaia dei quali autenticati da vari governi conferma la presenza di apparecchi volanti rivoluzionari di ignota provenienza e dalla tecnologia superiore, estranei alla realtà che conosciamo. E dunque extra-terrestri».
Perchè gli alieni non si mostrano ai terrestri in maniera chiara ed evidente?
«Un evento simile ci precipiterebbe nel caos. Per cui... a chi conviene complicare il quadro complessivo? Il non intervento da un lato e il silenzio dall'altro imposto dall'intelligence delle superpotenze sono la garanzia dello status quo...»
Ma davvero, secondo lei, dopo anni di film e libri non siamo preparati a incontrare l'alieno?
«É vero: media, cinema e TV ci hanno ormai più preparati alla prospettiva aliena. Pare addirittura che l'intelligence americana abbia varato a Hollywood negli anni 50 un "Progetto Produzioni Orientate" per acculturare le masse ed evitare scomodi contraccolpi psico-sociologici. A gennaio poi un sondaggio di Raiuno ha rilevato che il 74,8% dei suoi telespettatori accetta l'esistenza degli UFO e degli alieni».
...però?
«Uno choc culturale non sarebbe più un devastante etnocidio come quello subito dai popoli precolombiani ad opera degli europei 5 secoli fa, ma metterebbe in crisi le autorità di ogni genere politiche, militari e religiose in un incontrollabile processo sociologico di anomia che azzererebbe la nostra leadership, delegittimata e bypassata da sovrumani esseri alieni finora dimostratisi di fatto non ostili e quindi implicitamente più affidabili di leader che ci hanno finora mentito temendo che il tutto scappi loro di mano».
Chiesa compresa?
«La Chiesa ha messo le mani avanti ammettendo la possibile realtà di alieni che devono essere considerati nostri fratelli e che anzi devono esistere perché altrimenti ciò contraddirebbe l'onnipotenza creatrice di Dio».
Ma l'esistenza degli alieni alla fine cosa prova?
«Che l'uomo non è solo nell'universo e non è al centro del creato. Mica poco...»
Gli alieni governano e in che modo i nostri destini?
«Gli alieni non governano i nostri destini non più di quanto non lo facciano i nostri antropologi nei confronti degli aborigeni della Nuova Guinea...»
Si può dire che anche Dio, o gli dei, potrebbe essere alieni?
«In un lontano passato le visite di extraterrestri potrebbero in effetti avere facilmente generato certuni miti, culti e religioni, come ipotizza il saggista Erich Von Daeniken...»
Lei ha avuto contatti con intelligenze aliene?
«Personalmente non ho mai avuto rapporti con occupanti di Ufo, ma studiando il problema ho più volte indagato episodi con al centro testimoni insospettabili che hanno vissuto tale esperienza».
Cosa vogliono da noi?
«Di sicuro non vogliono problemi con noi. Usano certo la Terra come scalo, ma da sempre non interferiscono con una civiltà inferiore e violenta mantenendosi a debita distanza. Non si fidano, e forse fanno bene».
Cos'è la paleoaustronautica?
«La paleoastronautica, termine da me coniato, è lo studio di attività di tipo astronautico nell'antichità. Ovviamente di origine non terrestre».
Si può davvero riscrivere la storia attraverso la presenza aliena?
«Volendo, attraverso lo studio delle segnalazioni ufologiche e di presenze "altre" nel corso del tempo dall'antichità ad oggi, la storia si, potrebbe essere riscritta».
Perchè noi dovremmo essere la specie meno evoluta dell'universo?
«Nessuno dice che siamo la specie meno evoluta dell'universo. Ma certamente, con chi almeno da millenni effettuerebbe voli spaziali interstellari il divario è immane».
Che vita c'è allora dopo la vita?
«Anche se apparentemente questo problema esistenziale non c'entra più di tanto con gli Ufo, se stiamo a quanto presunti alieni avrebbero dichiarato in proposito, dopo la vita ci sarebbe la vita».
Cioè?
«Ci si reincarnerebbe in più esistenze successive, proprio come dicono i Celti, i filosofi greci, gli Indù, i Buddisti e i Primi Cristiani. Poiché nulla in natura si crea o si distrugge, perché escluderlo? Comunque, sempre secondo le stesse fonti gli alieni onorerebbero lo "Spirito Creativo" dinanzi a cui "tutti i mondi dovrebbero inchinarsi"».
Che succede nel 2012?
«Nel 2012 potrebbe accadere, come dicono i nostri stessi scienziati, un picco di attività solare atteso da tempo che nel caso manderebbe quanto meno in tilt la nostra rete satellitare, la telefonia cellulare, internet e le comunicazioni elettroniche, forse danneggiando i grandi sistemi elettrici. Tecnologicamente torneremmo allora indietro di un secolo. Ma in ciò UFO e alieni non c'entrano, anche se forse lo sanno».
É vero che lei ha comprato casa sulla luna?
«Per le mie attività aerospaziali la Rai mi ha solo regalato nel 1988 un appezzamento di suolo lunare acquisito dalla Lunar Land Co. statunitense, il cui valore è solo formale, in quanto penso che il Diritto Spaziale ritenga tale atto non valido. Così pure nel 1997 mi è stato intestato dagli astrofili che l'hanno scoperto il pianetino Pinotti 12470-1997BC9».

30 ottobre 2009

PIRAMIDI IN ITALIA ?


Latitudine 44°06'44.18" N, longitudine 8°13'04.46" E: queste sono le coordinate di un sito dove sorge forse una piramide che, coperta di vegetazione ed erosa dagli agenti atmosferici nel corso del tempo, si staglia a dominare la piana di Albenga (SV) nella Riviera di ponente (Liguria occidentale). È evidente che potrebbe trattarsi di una formazione naturale, ma, vista da certe angolazioni, la montagna rivela dei declivi piuttosto regolari, simili alle facce di un solido. È ovvio che solo una campagna di scavi potrebbe stabilire la vera natura del sito. Pertanto la presente è solo una curiosità.
Sembra comunque che esistano dei manufatti piramidali in Italia: ad esempio, a Sant'Agata de’ Goti (comune in provincia di Benevento, 159 m. s.l.m.) si elevano due probabili costruzioni, con caratteristiche non dissimili dalle piramidi di Visoko in Bosnia, scoperte nel 2005 da un'équipe guidata da Semir Osmanagic.
L'archeologa Gabriela Lukacs, dopo aver eseguito un sopralluogo nella località campana, ha redatto un resoconto in cui osserva: “After my visit and on-site research at S. Agata dei Goti, I can verify the existence of a pyramid hill with a possible tunnel system and the existence of stone spheres present in this area. Another conical hill and the proof of a rich prehistoric past in this area give even more hints to a sacred, shaped landscape dating back to ancient times” [1].
Sembra che le formazioni rispecchino l'allineamento astronomico relativo alla Cintura di Orione, come i celeberrimi monumenti di Gizah. Interessante il ritrovamento in loco di alcune sfere di pietra con coppelle di cui non si conosce né la funzione né il significato.
In provincia di Lecco, nella frazione di Rovagnate, all’interno del Parco del Curone, si allineano tre colline di roccia calcarea di forma piramidale, ormai ricoperte di erba e di terra sui lati ad ovest. Non si sa chi le costruì e con quale fine. I monumenti furono scoperti nel 2001 dall’architetto Vincenzo Di Gregorio.
Le piramidi (?) sono tre e sono poste su un asse obliquo da nord-ovest a sud-est. Pare che la proporzione e l’allineamento astronomico dei tre presunti manufatti con la cintura del Gran Cacciatore, siano identici ai monumenti egizi.
Questi edifici sembrano le mute, grandiose testimonianze di una civiltà antidiluviana, ma, nonostante siano stati versati fiumi di inchiostro, ancora oggi si ignora chi eresse questi poliedri di pietra e per quali motivi.
Si ringrazia il gentilissimo Davy per la collaborazione nella ricerca.
Il ricercatore indipendente che ha studiato e studia le piramidi di Sant'Agata de' Goti è il Signor Romano (vedi piramidiinitalia) che ha concesso in esclusiva fotografie e documentazioni inerenti, al Signor Raffaele Di Nicuolo del Centro ricerche U.F.O. Liguria cui rimandiamo per ogni approfondimento.
[1] “Dopo il mio sopralluogo a Sant'Agata dei Goti, posso verificare l'esistenza di una collina piramidale con un possibile sistema di gallerie e l'esistenza di sfere litiche nell'area. Un'altra collina conica e la prova di un ricco passato preistorico in questa zona alludono ad un paesaggio sacro risalente a tempi remoti”. Gabriela Lukacs, Pyramid, tumuli, tunnels, stone balls 2008-11-19.

UFO: ANCHE L'UCRAINA PUBBLICA I SUOI X-FILES



Rese pubbliche circa 500 segnalazioni raccolte dal 17° secolo in poi.

Il gruppo di ricerca ufologica ucraino UFODOS ha rilasciato sul web all'indirizzo www.ufobua.org.ua rapporti di avvistamenti ufo ufficiali e privati.
I documenti sono stati raccolti a partire addirittura dal 17° secolo da varie fonti istituzionali come il Centro Idro-metereologico Ucraino o l'Aeronautica Militare e da gruppi di ricerca privati.
Proprio come successe già durante il rilascio degli x-files francesi a cura del Geipan (Groupe d'Etudes et d'Information sur les Phénomènes Aérospatiaux Non identifiés), il sito web non ha retto il grande afflusso di visite facendo collassare temporaneamente il server che, a detta dell'UFODOS, dovrebbe essere di nuovo disponibile tra qualche giorno con un back-end in grado di sostenere la mole di traffico prevista.
Tutto l'archivio permette la visualizzazione su mappa dei luoghi delle segnalazioni ed una ricerca incrociata per tipologia di ufo, data di avvistamento ed altri criteri utili ad una rilevazione statistica.
Il gruppo di ricerca UFODOS è entusiasta dell'avvenimento, dato che è la prima volta che questi documenti vengono rilasciati pubblicamente, allineandosi così a quanto già fatto da altri paesi come Inghilterra, Francia, Danimarca, Usa, Ecuador ed altri.
I responsabili del progetto affermano che quelli già esposti al web sono solo una parte dei documenti disponibili e che con il tempo ne verranno aggiunti altri, insieme a grafici e tabelle statistiche pre-compilate.

10 luglio 2009

intensa attività di "strani" fenomeni luminosi sul cielo di Napoli

UN NOSTRO LETTORE CI SCRIVE:

DI ANGELO FORGIONE:
Pur nella consapevolezza che certi argomenti sono al limite del credibile, mi sembra giusto rendere conto di alcuni strani fenomeni che si stanno verificando nel cielo della nostra città e dell'hinterland napoletano tutto.
Fenomeni di cui sono stato testimone diretto. Per questo mi sono spinto ad occuparmene con serietà, senza esprimere pareri, senza sensazionalismo che peraltro detesto, ma registrando la cronaca giornalistica di quanto sta di fatto accadendo.
E ciò che ne è venuto fuori è assolutamente rimarchevole e degno di nota, nell'ambito dell'esercizio del dovere di informazione.
Di conseguenza, ognuno può farsene un'opinione. Compreso il sottoscritto.

http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=29131

07 luglio 2009

SOSTENIAMO IL MARE CON OCEANUS


CLIKKA QUI

L’ attività del gruppo di ricerca Oceanus consiste nel promuovere e sviluppare gli studi e la ricerca scientifica finalizzata alla conservazione degli ecosistemi acquatici minacciati, delle specie acquatiche a rischio e le relative interazioni con le attività umane.

Molte delle nostre spedizioni a bordo di catamarani a vela hanno lo scopo di monitorare e studiare dati visivi, acustici e genetici dei cetacei avvistati durante le tratte.

I Cetacei, infatti, sono mammiferi marini molto sensibili alle variazioni ambientali di diverse origini e natura e, per di più, occupano il vertice della catena alimentare. Essi, pertanto, possono annoverarsi fra i migliori indicatori biologici dello stato di salute globale del mare e di conseguenza non c'è dubbio che debbano essere presi in considerazione per un serio monitoraggio ambientale.

Le nostre spedizioni, dunque, mirano non solo a comprendere meglio la distribuzione di questi mammiferi marini, ma anche i pattern residenti e migranti e le loro relazioni genetiche.

I risultati, in itinere e sommativi, forniranno, sul lungo termine, un background scientifico tale da concretizzare ed approfondire le procedure di conservazione e salvaguardia dei cetacei

05 luglio 2009

LA RICERCA DEL DOTT. JOHN MACK

La ricerca di John Mack sulle abductions aliene lo ha spinto lontano dal mondo accademico, ma lo Psichiatra di Harvard e il suo Program for Extraordinary Experience Research costruiscono la "scienza del sacro".

"Area di Virginia - emozionante", John Mack scrisse in una nota del 1964. Si riferiva ad una possibilità per sviluppare nuovi metodi per la cura mentale all'ospedale del Massachusetts. Però questo entusiasmo e questo spirito per il rischio è un riassunto pulito della lunga e controversa carriera dello psichiatra di Harvard, come scienziato e attivista.

Mack non ha mai evitato l'esplorazione di frontiera. Mentre molti dei suoi colleghi lavoravano tranquilli nella torre d'avorio di Harvard, Mack protestava contro i test nucleari nel Nevada, volava verso le guerre in Libano per dare aiuto alla diplomazia in Medio Oriente e collaborava con i colleghi Sovietici durante la Mosca della guerra fredda. Fatto più famoso, ascoltava le persone che gli raccontavano storie di visite aliene e di abductions e credeva in loro.

Il suo comportamento, inusuale per un accademico di alto livello, lo ha trasformato in una figura divertente di 71 anni per il mondo ufficiale, un moderno Don Chisciotte per quelli di orientamento progressista e un cavaliere sul cavallo bianco per quelli che credono che gli alieni siano fra noi. Persino quegli amici e colleghi contrari alle teorie sulle abductions di Mack, riconoscono il suo profondo impegno nell'affrontare i problemi a tutti i livelli personali, sociali e spirituali.
"La sua visione davvero importante è che le persone possono cambiare, possono aprirsi", dice un amico accademico.

Un altro amico dice che nel cuore di Mack c'è la passione del comprendere e alleggerire la sofferenza umana. Ironicamente, l'insolito viaggio di Mack nel reame alieno gli ha portato la sua quota di sofferenza, dai danni alla sua credibilità professionale, alla perdita di vecchi amici e alla rottura di un lungo matrimonio.
Mack stesso sembra faticare a spiegare il perchè è quello che è, data la mancanza passata sia nell'attivismo sociale che nelle materie spirituali. Un bambino introspettivo come si descrive, nato in una famiglia di accademici Ebrei Tedeschi a New York. Suo padre legge la Bibbia, ma solo come letteratura in questa famiglia atea.

Però la sofferenza non è stata un concetto astratto nella sua giovane vita. La madre biologica di Mack è morta per appendicite quando lui aveva solo 8 mesi. La sorella di sua madre si sposò più tardi con un sopravvissuto all'Olocausto, un uomo che divenne un esperto nel processo di gruppo e nella psicoterapia. Un altro zio era malato di mente e venne lobotomizzato. "Questo fu un grande fattore nella mia scelta di entrare in psichiatria", dice. Il manicomio che vedeva durante i viaggi verso il paese lo catturò. Per l'età di 12 anni, stava divorando libri di psicologia nella libreria della sua scuola.

Dopo aver finito la scuola di medicina e sposato Sally Stahl nel 1959, partirono per un'esperienza di due anni in cui Mack servì come psichiatra dell'Air Force in Giappone, dove il primo dei loro tre figli nacque. Lo shock culturale fu intenso. La vita in quel posto, ricordò più tardi, gli insegnò quanto "fantasticamente etnocentrici ed ecologicamente distruttivi possiamo essere noi Americani". La famiglia tornò negli Stati Uniti e Mack entrò in psichiatria ad Harvard negli anni '60, quando le idee sulla salute mentale erano state revisionate. Lui giocò un ruolo chiave nel creare una nuova clinica psichiatrica sia per pazienti esterni che interni nel vecchio ospedale di Cambridge di cui Harvard aveva preso il controllo.

La passione di Mack per T.E.Lawrence lo portò a scrivere una approfondita biografia dell'enigmatico uomo che giocò un ruolo chiave nella politica del Medio Oriente e nel 1977, lo sforzo lo portò al Premio Pulitzer. Lawrence visse una visione creativa del cambiare il mondo, cosa che fece appassionare, uno dei suoi amici dice ossessionare, Mack.

Per i primi anni '80, quando entrò in quella che per molti professori sarebbe la confortevole mezza età, Mack, sotto la spinta dei suoi figli, venne attirato in due altri territori vergini, il regno dei quesiti spirituali e il mondo dell'attivismo politico. Sperimentò la respirazione olotropica e le droghe psichedeliche. Venne attirato nella politica del Medio Oriente, incontrandosi con Yassir Arafat a Beirut per discutere prospettive di pace. In seguito si lanciò in un crescente sforzo antinucleare durante gli anni di Reagan, esplorando gli aspetti psicosociali della minaccia di guerra nucleare e testimoniò davanti al Congresso un problema come gli incubi infantili di un olocausto nucleare. Infine si spinse in un ruolo più attivo; la sua intera famiglia venne arrestata nel 1986 nel Sito di Test governativo del Nevada per aver protestato sulle detonazioni nucleari sotterranee.

Il suo lavoro respiratorio in particolare, impostò le basi per il suo interesse sugli alieni. "Ero aperto alla possibilità che esistesse un mondo oltre quello che possiamo vedere", ricorda. Mack iniziò a vedere pazienti che descrivevano una varietà di incontri alieni e creò il Programma per la Ricerca sulle Esperienze Straordinarie (PEER) nel Centro di Harvard per il Cambiamento Psicologico & Sociale. (Correntemente il Centro e il PEER non sono affiliati con Harvard.) Il suo libro del 1994 sul soggetto ( Abduction), che si concentra su interviste che descrivono le esperienze di un gruppo di 70 persone che affermarono di essere state addotte, provocarono la ridicolizzazione e l'indignazione nei media ufficiali e una investigazione di Harvard nei suoi metodi scientifici.

Imperterrito, Mack rimase fermo, raccogliendo altri dati e intervistando persone da tutto il mondo, pubblicando Passport to the Cosmos: Human Transformation and Alien Encounters nel 1999, che si concentrava su miti relativi agli alieni ed esperienze nelle culture native, dall'Amazzonia all'Africa del Sud.
Di persona, Mack ha i tratti cauti di uno studioso, la combattività di una figura attaccata dai media e l'entusiasmo innocente di un giovane studente di college che scopre sè stesso. Durante una lunga intervista nei centri del PEER, Mack ha parlato con New Age sulla sua ultima frontiera. Quello che segue è un riassunto dell' intervista.

Domanda: Qual'è stato il primo incontro con il fenomeno alieno?

Risposta: Ho letto un articolo che trattava il fenomeno come emergenza spirituale e un collega nel mio corso di respirazione, mi portò a vedere Budd Hopkins (autore di diversi libri sugli alieni) nel Gennaio 1990. All'inizio io non credevo che fosse possibile incontrare esseri esterni alla Terra, ma divenne chiaro che non avevo altro modo per spiegare cosa stesse accadendo: se diverse persone che non sono connesse hanno le stesse dettagliate esperienze, allora non hai a che fare con un effetto generato internamente. Quindi divenni curioso.

D: Come verifichi l'attendibilità di queste affermazioni?

R: Faccio una valutazione psicologica accurata dei loro stati mentali, prendo la loro storia psicologica, gli esami clinici standard e, in alcuni dei primi casi, batterie di test psicologici. Valuterò se abbelliscono la verità. C'è altro, con cui ancora combatto. La sensazione che una persona stia parlando come se sia stata lì, questa viene dal linguaggio del corpo, lo sguardo nei loro occhi, dal non avere altri piani. Sto lavorando per definire meglio questi punti.

D: Quindi vedi quello che stai facendo come scienza?

R: Devo essere aperto al fatto che ci sono reami di dimensioni della realtà che non conosco. La conoscenza non è la stessa quando non puoi creare un esperimento controllato, ma rimangono ancora vie affidabili per conoscere. Non posso creare un esperimento che raccoglie un gruppo di UFO. Però credo che esista una qualità d'apertura di mente e rigore che possiamo applicare. Possiamo sviluppare degli standard di autenticità, attendibilità, molteplicità di testimonianze. Questa può essere considerata una scienza del sacro o dell'esperienza umana.

D: Quali tipi di standard visualizzi per tale scienza?

R: Abbiamo un progetto sulle esperienze anomale al PEER, che deriva da un workshop del 1999 sull'argomento che ha incluso teologi, antropologi, astrofisici e filosofi. Non guardiamo solo il fenomeno delle abduction, ma le esperienze di pre- morte e altri fenomeni simili che non cadono in una singola disciplina. Noi vogliamo esplorare le tradizioni dove esistono, se non standard, tradizioni sulla testimonianza oculare e sulla verità, metodi sul come decidere chi prendere seriamente. Le tradizioni Buddiste e Cattoliche affrontano questo in dettaglio, per esempio nel determinare cosa sia miracolo e cosa no.

Padre Corrado Balducci, un gentiluomo vicino al Vaticano, una volta mi colpì dicendo che la Chiesa prende molto seriamente questi rapporti sugli UFO e sulle abductions, perchè sembrano esserci molte testimonianze attendibili. Ho iniziato a pensare a questa nozione del testimone sacro o del testimone del sacro. Non vogliamo prendere, per esempio, gli standard Cattolici o Buddisti, ma possono essere delle guide.

D: Quindi questi standard possono essere applicati ad ogni sorta di esperienza anomala?

R: Il mondo New Age è pieno di persone che lavorano su tutto dalle esperienze aliene al channeling, ma non ci sono criteri reali per dire cosa prendere seriamente. Abbiamo molte critiche appropriate sul lavoro new age. Solo perchè qualcuno dice che può canalizzare qualcosa, non significa che sia vero. Il metodo scientifico ha mezzi per decidere sull'attendibilità di evidenze fisiche. Però se non ci sono evidenze fisiche, segni fisici sul corpo per esempio, ci devono essere modi per raccogliere dati e determinare la validità.

D: Stai cercando con forza di portare la scienza in un'area che è dominio della religione?

R: Barbara McClintock, vincitrice del Premio Nobel in genetica, ha descritto il suo modo di conoscere come altamente soggettivo. Lei potrebbe cadere in amore con spighe di grano; si è fusa con quello su cui lavorava. Chiaramente, dopo aver appreso in questo modo interconnesso e soggettivo, allora puoi usare la tua mente razionale per trovarne un senso. Però il tuo strumento di conoscenza è il tuo intero sè, il tuo sè intuitivo, la tua piena coscienza. Quello che i bravi scienziati e quelli che ci portano "oltre il velo" hanno in comune, è il pieno impegno con questo altro sè.

D: Dici che il lavoro respiratorio ti ha aperto ad altre visioni del mondo. Come si è rivelato questo?

R: Ho realizzato che non ero bloccato nella mia torre accademica e psicoanalitica, mi sono espanso oltre il guscio. Ho avuto questo senso di connessione con tutte queste persone, che era inspiegabile per me. Questo senso per cui ognuno di noi è in qualche modo una persona aperta e che ama e che eravamo una sola cosa in un certo modo, che in condizioni naturali possiamo connetterci in un modo molto differente dal solito isolamento competitivo in cui viviamo.

D: Come si relaziona questo con gli alieni?

R: Siamo esseri spirituali connessi con altre forme di vita e col cosmo in modo profondo e lo stesso cosmo contiene una intelligenza. Non è solo materia morta ed energia.

D: Le tue idee sulle abductions, sono più accettate ora nelle vie ufficiali, rispetto al 1994?

R: No, al contrario. Ci sono coloro che hanno paura di quello che vedono come il pericolo del ritorno dell'irrazionale. Però agli estremi c'è una crescente eccitazione e un interesse nel comprendere una realtà non conosciuta tramite il metodo scientifico tradizionale. Quindi c'è come un riscaldamento, non per una guerra di paradigma, ma un discorso non molto amichevole tra visioni in contrasto.

D: Gli "sperimentatori" del contatto alieno, vengono considerati pazzi nel mondo ufficiale. Li vedi come una minoranza oppressa?

R: La ridicolizzazione di questi individui e la negazione delle loro storie ha profonde implicazioni morali. Una società non può sopravvivere a lungo se chi racconta la verità viene respinto. Io credo che questi testimoni dicano la verità, nonostante il fatto che quello di cui parlano non può essere vero secondo la visione materialista dominante nel mondo. Il fatto che vengano respinti non li rende una minoranza soppressa. Ho iniziato a vedere che l'errato respingimento delle testimonianze di attendibili testimoni era dovuto al fatto che ciò che riportavano non combaciava con la visione dominante del mondo.

D: Come reagisci alle strane varietà di alieni descritti dagli addotti?

R: L'intero discorso della demografia aliena è piuttosto ironica in un certo modo, alcuni biondi, altri rettiliani, altri come insetti, altri come mantidi religiose e chiaramente i grigi. L'intero discorso in un certo modo è comico. Quindi arrivi sulla loro provenienza stellare. Sembra uno scherzo cosmico. Quando una cultura diviene sterile e limitata nella sua visione, arriva qualcosa che strappa l'intero sistema.

D: Quindi credi personalmente in questo fenomeno?

R: Non serve sforzo. Non si può spiegare in modi puramente interpsichici. Molte persone hanno queste esperienze nel mondo, spontaneamente. Deve arrivare da qualche luogo, quella che James William ha chiamato "provocazione dall'esterno". Lo vedo nel contesto della crisi ecologica globale. La Terra è una fonte di creazione e vita e per ignoranza, avidità e aggressione, la stiamo distruggendo. Vedo un risveglio delle coscienze in questo, una riconnessione spirituale col sacro, col divino.

D: Il pedaggio personale e professionale per aver scavato nel fenomeno abductions, è stato troppo alto?

R: Non ho rimpianti. Nonostante le critiche e gli attacchi, ho incontrato così tante incredibili persone aperte alla conoscenza. Ho probabilmente guadagnato più colleghi e amici da quando ho iniziato questo lavoro, rispetto a quelli che avevo nel periodo precedente, sono semplicemente differenti. Non risuono allo stesso modo con un numero di altre persone. E' stata come un'espansione dei miei orizzonti e un'apertura a connessioni e possibilità eccitanti, più che una sofferenza. Quello che mi ha portato a sentirmi bene è che le persone hanno iniziato a cercare in anomalie di altro tipo. Ci sono stati molti altri pionieri prima di me.

R: Vuoi avere un'esperienza di abduction?

R: Non penso. Una ragione è che spesso è spaventoso, ma penso che potrei gestirla. Secondo, la mia attendibilità e il mio ruolo come testimone dei testimoni, dipende sul mio essere pulito in questo punto. Ho visto esempi in cui investigatori che hanno avuto esperienze o hanno riconosciuto le loro esperienze, hanno perso credibilità come investigatori. Sento di avere un ruolo diverso. Non mi permetto di pensare troppo a questo.

Andrew Lawler è il corrispondente da Boston per il magazine Science.


Tradotto da Richard di altrogiornale

IHC INSTITUTE FOR HUMAN CONTINUITY


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