23 febbraio 2008

ECCO L'ALTRO MONDO.



Per una volta parliamo di una crisi "soft", quella della visione "standard" dell'Universo.

Intanto partiamo da quelle che sono evidenze poco contestabili: Semplicemente analizzando il moto delle galassie ci siamo resi conto che vi sono enormi quantità di massa e di energia di cui, ancora, non sappiamo nulla se non che esercitano una influenza, sotto forma di forza di gravità, sulla parte “visibile” dell’Univero.

In sintesi, circa il 74 % dell’Universo sarebbe costituito da “energia oscura” il 22% da “materia oscura” e solo il 4% dalla parte visibile e/o comprensibile: atomi, molecole, particelle, radiazione etc etc. Insomma il 96% della realtà è fatto di qualcosa di cui non sappiamo nulla salvo il fatto che esiste. La crisi, in questo caso, riguarda il paradigma scientifico dominante: Stiamo decisamente aspettandone uno nuovo, che ci permetta di fare un bel salto al di là di tutta questa oscurità.

In questo contesto, un paio di mesi fa, uno studio che analizzava i dati raccolti dal satellite Wmap, confermati anche dai radioastronomi che gestiscono il VLA, Very Large Array Telescope ha fatto rumore nel mondo scientifico e non solo:

Una enorme cavità priva di galassie, radiazione, materia , insomma un vero e proprio “buco” di quasi un miliardo di anni-luce, dieci volte più grande del precedente detentore del record, sarebbe la “cicatrice” lasciata da un contatto ravvicinato con un altro Universo nei primissimi istanti della sua formazione.

Per quanto possa sembrare strano, se i dati saranno confermati, questa è in effetti la spiegazione al momento più plausibile, anche se, ancora una volta, nessuno ha la più pallida idea di cosa esattamente possa significare

In estrema sintesi, si pensa che l’iniziale fase di violentissima espansione dopo il big bang ( la cosiddetta fase inflativa) si sia svolta in modo “turbolento” generando delle minuscole discrepanze di distribuzione di energia e densità che poi sono alla base della struttura “filamentosa” della distribuzione attuale delle galassie che sono concentrate in grandi ammassi e superammassi che circondano enormi “bolle” quasi del tutto vuote.

Il punto è che, da un punto di vista statistico e con i modelli e le teorie attuali, non si riesce ad immaginare una fluttuazione delle dimensioni necessarie a generare un “buco” di quelle dimensioni se non immaginando una perturbazione “esterna” avvenuta in queste primissime fasi di crescita violenta dell’Universo stesso. Questa perturbazione “esterna”, almeno per chi non vuole scomodare una divinità quale che essa sia, si può immaginare dovuta alla nascita di un universo “parallelo” e “vicino” la cui forza repulsiva avrebbe “allontanato” materia ed energia dalla zona più vicina del nostro Universo che di conseguenza avrebbe forse un gemello.

O forse, come dice la Scienziata che per prima ha proposto questa ipotesi, un miliardo di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi…..insomma 10500 ovvero molti molti molti di più Universi paralleli che atomi nel nostro Universo…

Un gran mal di testa, non c’è dubbio ed un ulteriore immane colpo alle nostre pretese di centralità, unicità, eccezionalità, etc etc etc.

Chiosa:

In effetti un enorme vuoto che ci segnali la presenza di un Universo Parallelo, con proprietà, regole e leggi tutte sue, esiste ed è vicinissimo ed anche troppo visibile: Basta aprire un giornale e leggere la cronaca politica di questi giorni.

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