17 dicembre 2007

I SOGNI DI SHELLEY. (ABDUCTION)

di Donnie Blessing.

SOAAR: Southern Ohio Alien Abduction Research.

Possibile caso di abduction.

Caso n° 2

Nome: Shelley Martin (Nome cambiato per la privacy)

Coniugata.

Summan, Indiana- U.S.A.

IL CONTATTO.

Shelley mi ha contattato per la prima volta quasi un anno fa per dirmi che pensava che lei e la sua famiglia fossero addotti. Era molto spaventata per le sue esperienze e soltanto dopo altre due telefonate sono riuscita a convincerla che dovevamo approfondire la questione a un livello superiore di indagine per vedere se potevamo scoprire che cosa stava succedendo nella sua vita. Alla fine Shelley ha acconsentito di sottoporsi ad una regressione ipnotica. Shelley mi ha informato che pensa di aver visto suo marito a bordo di una nave spaziale insieme a lei e pensa che anche i suoi bambini potrebbero essere addotti. Uno dei bambini ha molta paura di qualsiasi cosa che possa avere a che fare con gli Ufo e si rifiuta di parlare dell'argomento persino adesso che è più grande.

Dopo la sessione di regressione ipnotica siamo venuti a sapere che anche la madre di Shelley è una addotta. Shelley mi ha informato che sua madre è una persona molto religiosa e che ha sempre pensato che le sue esperienze fossero in qualche modo correlate ai demoni o a cose diaboliche. È opinione di questa ricercatrice che la madre di Shelley ha avuto esperienze di abduction per tutto il corso della sua vita.

Shelley mi ha raccontato alcune delle cose che sua madre le ha confidato. Alcune di queste cose non le erano mai state rivelate prima che lei si sposasse. Sono esperienze bizzarre che portano a pensare che siano collegabili al fenomeno abduction.

Il caso in questione: Shelley ha raccontato che sua madre andava al collegio Nazareth in Michigan quando aveva circa quattordici anni. Un giorno salì nella stanza della torre per vedere alcuni quadri appesi alle pareti. Lei raccontò a Shelley che c'era una "luce" brillante che usciva dalla finestra del quadro quando lo guardava. All'improvviso sua madre è trasportata all'interno dello stesso quadro. La cosa successiva è che si rende conto di essere la ragazza raffigurata nel quadro vestita con gli abiti del passato. Il quadro raffigura una foresta con una strada che attraversa gli alberi e con una ragazza accanto alla strada. Sente un veicolo scendere sulla strada ma non può vederlo. Si spaventa perché sa che chiunque si trovi in quel veicolo è il diavolo o comunque uno cattivo. A questo punto improvvisamente si ritrova nella stanza della Torre seduta su una panca. “Erano passate 2 ore."

Che cosa era successo a sua madre? Le diedero forse gli alieni dei falsi schermi di memoria facendole pensare di stare nel quadro mentre la portavano invece via in un’astronave? Non lo sapremo mai.

In un altro periodo della sua vita la madre di Shelley le raccontò che una notte qualcosa entrò nella sua camera da letto. Lei era sveglia. Qualunque cosa fosse era invisibile. Era paralizzata e non poteva muoversi. Questa invisibile entità si sedette sul letto appena dice che cominciò a pregare e a cercare di muoversi, cosa che non poteva fare per la paralisi. Alla fine qualunque cosa fosse questa cosa si alzò e se ne andò via. Non trovò mai alcuna spiegazione.

Durante questo stesso periodo Shelley mi informò che lei stessa aveva molti incubi notturni. Mi ha anche raccontato che quando era giovane la sua famiglia viveva nelle Hawai e quando aveva quattro anni era terrorizzata dalle finestre e si assicurava ogni notte che fossero sempre ben chiuse. Pensava anche che qualche cosa stava per uscire da sotto il letto. Ora noi sappiamo che i bambini piccoli hanno la tendenza a credere nell'uomo nero. Tuttavia Shelley mi raccontò che sua madre vedeva in quel periodo molti Ufo volare sopra l'oceano e che Shelley stessa li vedeva. Questa è una cosa che veramente ha catturato la mia attenzione. Shelley mi disse anche che sua madre aveva scritto qualcosa a riguardo alla presenza degli Ufo nella Bibbia. La madre aveva aggiunto anche dei disegni che aveva fatto degli Ufo che aveva visto. C'è da tenere in mente che tutto questo avveniva quando non si parlava molto degli Ufo. Inoltre sua madre non si riferiva ad essi come a “Ufo”ma piuttosto ma piuttosto a delle strane macchine volanti. Ho chiesto a Shelley di cercare di ritrovare queste informazioni insieme agli schizzi degli Ufo che sua madre aveva disegnato. Se queste informazioni saranno disponibili le pubblicheremmo in questo sito. Questi sono alcuni piccoli esempi delle cose che sono accadute alla madre di Shelley ma lei mi ha raccontato che ci sono molte altre cose strane che le sono successe.

I SOGNI DI SHELLEY.

Ho detto agli addotti con i quali sono in contatto che qualsiasi cosa di insolito gli capita di telefonarmi subito. Io sento che qualsiasi briciolo di informazione guadagnato che concerne la loro vita è importante per mettere insieme i pezzi del sempre confuso puzzle del fenomeno abduction.

Shelley a partire dalla regressione ipnotica sta avendo sogni che sono correlati agli alieni e agli ufo. Io penso che sia giusto farne menzione perché questi sogni potrebbero essere in parte ricordi di vere abduction che affiorano alla superficie nello stato onirico. Se Shelley decide di riprovare con una regressione ipnotica questa potrebbe esser una buona idea per cercare di studiare questi sogni per vedere che cosa è successo.

Qualche settimana fa mi ha detto di aver sognato di una nave spaziale d'argento sospesa fuori dalla sua finestra. Questa nave aveva l'aspetto di uno di quei vecchi dischi volanti dei film degli anni ‘60. Un piatto d'argento. Dopo aver visto la nave dalla finestra Shelley dice che andò nel soggiorno e vide che c’era una donna dai capelli biondi seduta sul suo divano. La donna aveva un aspetto strano in quanto era vestita in maniera molto formale ma le ricordava una bambola Barbie. Per qualche ragione le sembrava che fosse “troppo perfetta. La donna dice mentalmente a Shelley che era venuta lì per prendersi suo marito. Shelley rispose che lei non poteva darle suo marito. La risposta della donna fu: "tu stai causando dei problemi, togliti dalla mia strada."Lei poi mi ha detto che vide suo marito entrare nella stanza camminando come un robot con lo sguardo fisso davanti a lui. Andò dietro alla donna come se fosse in trance. Shelley dice che cercò di mettersi tra loro e disse alla donna che non poteva averlo. La cosa successiva è che sono tutti fuori dalla casa e che la donna è ferma di fronte ad un qualche strano veicolo che non era una automobile ma che non riusciva a capire che cosa fosse in realtà. Cercò ancora di fermare la donna e di riprendere suo marito. Aveva la sensazione che se lui fosse entrato nel veicolo non sarebbe più riuscita a impedirle di prenderlo. Non sapeva che cosa fare e allora disse a suo marito: "se vai con lei tu non farai più sesso con me.” A questa esclamazione suo marito si voltò e ritornò in casa. E questo è tutto quello che ricorda di questo sogno.

Nel sogno successivo Shelley dice di aver visto se stessa che camminava nel vecchio quartiere nel quale vivevano. È insieme a due piccoli bambini. Per qualche ragione pensava che dovevano essere i suoi nipoti soltanto che non vide mai le loro facce. Camminavano attraverso il prato con lo sguardo rivolto all'insù quando una nave spaziale si mosse verso di loro e da cui partì verso il basso un brillante fascio di luce. Shelley dice che cominciarono a camminare verso il raggio ma poi ebbe la sensazione che se i bambini fossero entrati nel raggio sarebbero stati presi. Così dice ai bambini di correre via il più velocemente possibile e di allontanarsi. Shelley allora cammina ed entra nel fascio di luce. A quel punto dice che si è risvegliata.

Il terzo sogno riguarda lei e la sua sorellastra. Dice che sentiva il pianto di un bambino e che loro due camminavano in quello che sembrava essere un'ampia sala giochi di un asilo. Sul pavimento c'era un piccolo bambino magro e con una grande testa. Sembrava molto malato, pallido e con i capelli bianchi. Lei non ricorda gli occhi. Dice che le dispiaceva per il bambino e che lo prese in braccio. Lo cullò dicendo alla sua sorellastra: perché questo bambino sta qui tutto da solo? Ma la sua sorellastra non fece alcuna attenzione al bambino. Shelley poi vede degli altri bambini in un'altra parte della stanza e va verso di loro. Lei aveva la sensazione che il primo era un maschio e che questa era una bambina. Entrambi sono malati, pallidi, con grandi teste e con i capelli bianchi. Shelley si sente spinta verso di loro. Questo è tutto ciò che ricorda del sogno.

L'ultimo sogno che mi ha raccontato è di qualche giorno fa. Lei ha sognato che aveva quattro anni e che stava nelle Hawaii. Dice che i suoi genitori guidavano la vecchia auto blu di famiglia che usavano allora. Ma per qualche ragione sentiva che loro erano spinti a guidare verso un luogo sconosciuto. Una volta che raggiunsero questo luogo il cielo si riempì di Ufo. Questo è tutto ciò che si ricorda del sogno.

Io trovo che Shelley è una persona veramente equilibrata e onesta. Dopo aver parlato personalmente con lei parecchie volte sono convinta che non sta inventando nulla di queste informazioni.

Ogni futuro aggiornamento di questo caso sarà subito pubblicato in questa sede.


Questa sessione di regressione ipnotica descrive una esperienza di abduction che interessò Shelley quando era in visita a una sua amica. All’epoca di questo episodio aveva circa 14 anni.

Sessione di regressione ipnotica.

14 Maggio 2004.

Ipnoterapista: Peggy Gorsuch.

All’inizio della sessione Shelley descrive la stanza in cui si trovava a casa della sua amica. Era circa mezzanotte ed erano già andate a letto. Una luce brillante che proviene dalla finestra illumina la stanza. Shelley si sveglia stupita. Si alza e va verso la finestra. La sua amica è ancora addormentata e Shelley si chiede come mai non si muova. Alla finestra Shelly descrive un oggetto metallico rotondo con delle luci intorno poggiato sul terreno. A questo punto Shelley è terrorizzata e dice che stanno arrivando dalla porta. Qualcosa vuole entrare. Noooo.. Noooo…. Grida lei in preda al panico. Oh Dio… oh… Dio… aiutami! Vengono a prendermi…. Stanno venendo a prendermi! Voglio la mia mamma…. Dove sei? Shelley a questo punto è sotto un fortissimo stress e Peggy decide di interrompere la sessione. Quando Shelly si è calmata la sessione riprende. Peggy chiede a Shelley che cosa loro vogliono da lei. risponde dicendo: “Io appartengo a loro” “Mia madre appartiene a loro!” ShellyPeggy le chiede quando fu la prima volta che li ha visti e lei risponde che era bambina. Continua dicendo che uno più alto è il capo. Forse un dottore? Lui è più gentile. Mi tocca per calmarmi. Sta prendendo qualcosa da me ma mi sta anche dando la conoscenza. Poi Shelley afferma che è portata fuori e scende giù verso la cosa atterrata nel cortile. Ci entra attraverso un’apertura o una porta. Dice che non vuole stare lì. Che non vuole andare. Peggy chiede se può descrivere l’interno del velivolo. Shelley dice che è luminescente. Non riesce a spiegare l’origine della luce. Dice che il capo è sempre lì. Si spaventa di nuovo. Per favore… aiutatemi… oh… per favore aiutatemi. Peggy calma di nuovo Shelley. Shelly dice che loro sono tutti intorno a lei. Loro stanno facendo delle cose e io non posso muovermi. Sono terrorizzata e voglio tornare a casa. Peggy a questo punto riporta Shelly nella camera da letto. Shelley dice che la sua amica è sempre immobile. Dice anche di essere sudata e dolente ma non sa il perché. Peggy chiede che cosa è successo quando le creature la riportano in camera da letto? Lei risponde dicendo che quelli piccoli l’hanno riportata nel letto ma anche il dottore era con loro. I piccoli fanno lo spostamento. Loro sono arrivati per primi nella casa. Loro mi hanno portata nella nave e il volo è pauroso perché ti senti come se stessi per cadere. Puoi muoverti e le pareti della nave sembrano come di vetro chiaro. Peggy chiede che sensazione danno gli alieni e lei risponde che il dottore sembra come di pelle soffice, proprio come la pelle soffice. Le sue dita hanno come delle piccole ventose ma sono più piatte. Provi una strana sensazione quando ti toccano. Loro sono quelli che hanno la conoscenza. Loro sono antichi. I suoi occhi…. puoi guardarli per sempre. Lui può aprirsi con i suoi occhi. Lui può darti la conoscenza. Lui ha questo odore. E’ un odore antico. Non sento questo odore nella casa così tanto quanto quando ero giovane. Anche mia madre lo sentiva. Lo riconosceva. E’ come una firma e io lo conosco. Lui fa parte di me e io faccio parte di lui. Lui ha una testa più grande degli altri. Lui ti fa concentrare su di sé. Peggy termina la sessione dando a Shelley la suggestione che non avrà più così tanta paura da ora in poi. Svegliandosi dall’ipnosi Shelley afferma di sentirsi molto meglio.

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