12 dicembre 2007

CI SONO LE PROVE:BASI ALIENE NEI PRESSI DI AVIANO



RaiNet news

L'annuncio di una serie di documenti fotografici senza precedenti:Ci sono le prove di basi aliene nei pressi di Aviano.Questo non può essere un approfondimento, ma solo un resoconto di quanto annunciato dal professor Chiumiento e apparso su vari quotidiani del Nord-Est, su RaiNet ed anche su "La Nazione" (all'interno di un dossier su crop e ufo).Concluderemo riportando testi di Chiumiento pubblicati su "Notiziario Ufo" di Marzo-Aprile e Settembre-Ottobre 1997, intitolati "Allarme ad Aviano", "Il caso Victor Alert" e "Un Nighthawk e...", interessanti da leggere, visto quanto ci sta annunciando adesso il professore.A tenere i contatti con gli alieni e a fotografarli, un giovane operaio di 30 anni, della provincia di Pordenone. Il professor Antonio Chiumiento annuncia immagini "uniche al mondo", che ritraggono extraterrestri della razza "grigia", scattate all'interno della loro astronave.Nella provincia di Pordenone, a poca distanza dalla base Usaf di Aviano, gli alieni avrebbero un vero e proprio quartier generale sotterraneo. Per la precisione due basi, realizzate prima dell'arrivo dei militari statunitensi, lontane pochi chilometri una dall'altra e nascoste da un boschetto.Il professor Chiumiento, che in 25 anni di ricerche nella sua lunga caccia agli ufo ha indagato su oltre 1.200 episodi, per la maggior parte verificatisi nel Nord-Est, assicura che il testimone oculare (sulla cui identità ha preferito mantenere il massimo riserbo) dal febbraio 1997, quando aveva 24 anni, frequenta gli alieni "residenti" nelle basi, ma provenienti da un pianeta che non fa parte del sistema solare.Il giovane decise subito di mettere al corrente il professor Chiumiento, insegnante della sorella.Chiumiento ha raccontato di essersi avvicinato al caso cautamente, come è solito fare prima di completare le sue indagini. Con il passare del tempo si rese conto che il giovane meritava credibilità, soprattutto per le testimonianze fotografiche. Immagini uniche al mondo, la cui autenticità è stata provata dalla perizia sui negativi effettuata dallo specialista, ingegner Uliano Monti.Per poter vedere le foto, dove gli alieni appaiono con la pelle grigia, scavata da rughe profonde, e con una testa grande e ovaleggiante e due enormi occhi scuri, una bocca sottilissima e un naso appena riconoscibile, si dovrà attendere l'uscita del primo volume della collana di libri sugli ufo che il professor Chiumiento sta per ultimare.Le foto sono state scattate in parte nelle basi sotterranee dove il giovane ha detto di avere visto tante gallerie e un hangar pieno di navicelle spaziali e in parte dall'astronave a forma triangolare, che lo avrebbe portato a zonzo tra Marte, Giove e Saturno."Le fotografie - ha spiegato Chiumiento - ritraggono esseri extraterrestri, appartenenti alla razza dei cosiddetti 'grigi' e sono state scattate all'interno di una loro astronave. Altre, poi, ritraggono astronavi, appartenenti a diverse razze, scattate nello spazio dall'interno di un mezzo alieno. Fra queste ultime, ve ne è una in cui si vedono la Luna, la Terra e un'astronave extraterrestre."Durante uno dei viaggi nello spazio il testimone avrebbe assistito al rapimento di un giovane uomo ad opera di un altro ufo triangolare."Di questo episodio - ha affermato il professore - esiste anche una documentazione fotografica. Ma non la inserirò nel mio libro, perché gli alieni non vogliono che sia divulgata: hanno paura che possa succedermi qualcosa. Posso solo dire che il fatto è avvenuto in Europa."Di cose fuori dall'ordinario da raccontare Chiumiento ne ha molte, come il progetto secondo il quale, secondo quanto afferma il testimone, gli alieni vorrebbero creare una razza ibrida combinando il loro Dna con quello umano."Gli esperimenti sono già cominciati. - si è limitato a dire il professore - Gli alieni hanno prelevato dei campioni di sperma al ragazzo. Inoltre, non escludo che lo stiano controllando. Tempo fa, dopo uno starnuto, dal naso gli è uscito un corpo estraneo che abbiamo fatto analizzare al Centro Ricerche Aerospaziali di Pomigliano d'Arco. Una cosa stranissima, ci è stato risposto. Forse, aggiungo io, un impianto alieno".Non ci resta che attendere l'uscita del libro. Nel frattempo è interessante leggere il resoconto su alcune foto scattate nella zona 25 anni fa.ALLARME AD AVIANOLe sensazionali foto scattate da Claudio Galletdi Antonio ChiumientoEra il 1977 o il 1978, la domenica dell'"Open Day" di luglio (tradizionale festa americana durante la quale parte della struttura militare si apre al pubblico)."È passato molto tempo e non ricordo l'anno esatto, anche perché ero giovanissimo. Scattai almeno una decina di fotografie in diverse ore del giorno. L'obiettivo? Aerei, soldati e piste. Credo che la pellicola fosse una normalissima Kodak da 100 ASA. Qualche giorno dopo, su due delle foto sviluppate notai qualcosa di molto curioso campeggiare sullo sfondo. Tra un clic e l'altro erano trascorse diverse ore. Pensai a un possibile problema tecnico, ma la curiosità rimase latente, anche perché le altre foto erano normali o, se vogliamo, senza i 'difetti'. Ora, a venti anni di distanza ho voluto provare a togliermi la curiosità".Questa è la testimonianza di Claudio Gallet, l'autore delle due sensazionali fotografie che riproduciamo. Nato nel 1964, Gallet oggi ha 32 anni ed è a capo del nucleo dell'Associazione Arma Aeronautica di Oderzo. Ha sempre nutrito una forte passione per il volo, ed è stato ufficiale di complemento in Aeronautica, ricoprendo il ruolo di assistente di volo. Attualmente lavora nel settore dell'informatica. Ha conservato i documenti per venti anni, da quando fotografò accidentalmente gli UFO su Aviano. Ha deciso di consegnarci i negativi delle foto dopo i recenti eventi "ufologici" che hanno caratterizzato la base NATO."La mia decisione - ci ha dichiarato Gallet - nasce dal fatto che non sono un esperto di fotografia e mi piacerebbe capire. Cosa sono quei segni? Un difetto di pellicola o tutt'altro?"Abbiamo inoltrato i negativi al laboratorio fotografico dell'lngegner Uliano Monti, per farli analizzare. l risultati escludono difetti tecnici quali tagli, macchie o altro, e/o una manomissione della pellicola stessa. Monti ha spiegato che la pellicola in questione è di quelle fuori standard, utilizzate nelle macchie fotografiche di piccole dimensioni, quindi sviluppabile solo con particolari attrezzature, e che il negativo risulta originale. Scartate queste possibilità, la nostra conclusione preliminare è che siamo di fronte ad un evento non nuovo in campo ufologico, cioè alla possibilità che gli UFO possano risultare invisibili all'occhio umano, ma non ad una pellicola fotografica. Considerato inoltre l'elevato coefficiente di credibilità del testimone, il materiale fotografico in questione viene a supportare la mia teoria sulla correlazione fra installazioni militari e oggetti non identificati.La Testimonianza del Col. RolwesJerry Rolwes, congedatosi nel 1993 dall'Esercito USA con il grado di colonnello, nel gennaio di quest'anno ha confermato che su Aviano scattò l'allarme il 1° luglio 1977 in presenza di un UFO.L'oggetto poteva avere un diametro di 30-35 metri, ha dichiarato Rolwes, citando la testimonianza di un sergente ancora in servizio presso la base NATO. (da: "Notiziario Ufo" - Marzo-Aprile 1997).IL CASO "VICTOR ALERT"La zona della Base di Aviano, chiamata nel 1977 "Victor Alert", dove stazionò l'oggetto volantedi Antonio ChiumientoLa storia dell'accaduto, pervenuta da fonte attendibile, fu confermata da testimoni indiretti, tra i quali figurava un sottufficiale dell'Aviazione italiana, di cui continuiamo a non fornire, per evidenti ragioni, le generalità. Questo militare raccolse l'indomani dell'avvenimento, attraverso colloqui con il personale della Base USAF (NATO) di Aviano (PN), il racconto che riassumiamo di seguito.Il 30 giugno 1977, la Base USAF (NATO) di Aviano fu interdetta al traffico aereo al fine di poter eseguire i lavori preparatori concernenti la parata aerea che doveva avere luogo domenica 3 luglio.L'episodio accadde la notte tra giovedì 30 giugno e venerdì 1 luglio. Intorno alle tre (comunque, già del 1 luglio) James Blake, un militare statunitense, avvistò sopra la "Victor Alert" - era, nel 1977, una zona di massima riservatezza dell'aeroporto; negli hangar della quale si trovavano degli aerei - una "luce" di dimensioni notevoli, ad un centinaio di metri d'altezza. I primi gruppi militari accorsero dopo che il comandante della base era stato informato dell'evento. Il radarista, che non era di servizio quella notte - l'aeroporto era chiuso e non era previsto alcun traffico aereo - fu subito chiamato. Il radar, in seguito, rilevò la presenza del presunto UFO sopra la Base, ma si deve sottolineare che tutte le installazioni dell'aeroporto rimasero senza luce durante un certo periodo di tempo e che probabilmente ciò si verificò anche per quelle della torre di controllo. L'oggetto fu osservato da un certo numero di militari, accorsi immediatamente dopo l'allarme. Essi rispettarono una distanza di sicurezza attorno alla zona illuminata dalla "cosa". Il presunto UFO aveva un diametro di circa 50 metri: assomigliava a una "trottola" o a un "disco". L'oggetto, sormontato da una cupola, roteava su se stesso ed emetteva diverse luci colorate che andavano dal bianco al rosso, passando per il verde. Contemporaneamente, si sentiva un ronzio simile a quello di uno sciame d'api. La "cosa" rimase circa un'ora sulla verticale degli hangars della "Victor Alert".Altre fonti ci precisarono che quella stessa notte la base operativa NATO di Bruxelles era stata informata del fatto. In ogni caso, anche se questa informazione ci fu confermata da personale militare degno della massima fiducia, è opportuno sottolineare il fatto che essa, purtroppo, non ha mai trovato un riscontro a livello ufficiale.Fu data questa spiegazione "ufficiale" all'insolito avvenimento (diffusa quanto meno all'interno della Base): "Il fenomeno doveva essere attribuito al riflesso della Luna su alcuni bassi strati nuvolosi".Ecco, di seguito, i dati meteorologici reali della zona in questione (forniti da un nostro informatore militare).1. Temperature: massima 26°, minima 15°2. Vento moderato da Ovest3. Cielo poco nuvoloso4. Umidità: circa 75%La temperatura minima (15°) era dunque troppo elevata in rapporto alla percentuale di umidità (circa 75%), perché si verificassero le condizioni favorevoli alla formazione di nuvole a così bassa quota (circa 100 metri!). Per quanto concerne la Luna, segnaliamo che, fra le 3 e le 4,30 circa, era già bassa sull'orizzonte e non poteva trovarsi circa sulla verticale degli osservatori. Di conseguenza, disapproviamo fermamente la dichiarazione "ufficiale" che fu fornita, basandoci rigorosamente sui dati meteorologici ed astronomici.Fu nel corso delle nostre indagini che ci pervennero ulteriori informazioni, da considerarsi comunque marginali. Il 3 luglio, giorno della parata aerea, la moglie di un nostro informatore prese parte alla visita all'aeroporto a bordo di un pullman militare, in cui si trovavano alcune famiglie del personale della Base, oltre a diverse personalità. In quell'occasione apprese che altre persone furono testimoni di quello strano episodio. Nei giorni seguenti, il caso fu oggetto di numerose discussioni, anche nello stesso paese di Aviano. Nonostante ciò, il caso non fu mai reso pubblico. È certo dunque, a nostro avviso, che un oggetto volante non identificato interessò quella notte la Base di Aviano e ciò, fra l'altro, fu provato da testimonianze collaterali, raccolte da persone estranee al personale della Base.Riferiamo ora la testimonianza che ci sembrò la più importante. Benito Manfré, nato nel 1940 (e deceduto non molto tempo fa), di professione guardiano notturno, abitava a Castello d'Aviano (non lontano dalla Base) quando avvenne il fatto. Egli non era di servizio quella notte e si trovava a casa. Malgrado il sonno profondo, fu svegliato dall'improvviso e intenso abbaiare di un cane, un pastore belga. Ecco, di seguito, la dichiarazione del signor Manfré: "Abbaiava così rabbiosamente che pensai ci fosse qualcuno nella strada, forse dei ladri. Così, per precauzione, non accesi la luce, ed andai sul terrazzino con la pistola in mano. La prima cosa che notai fu che l'aeroporto della Base, che dista alcune centinaia di metri in linea d'aria dalla mia casa, era completamente al buio. Oltre a ciò, bisogna aggiungere che non c'era nessuno sulla strada. Non mi era mai capitato di vedere l'aeroporto completamente senza luce, ma ciò che attirò completamente la mia attenzione fu la presenza di una 'massa' di luce immobile, ad una quota bassissima, sopra un certo punto della Base (facendo uno schizzo, il testimone collocò il fenomeno sopra una zona che corrispondeva in definitiva alla 'Victor Alert', nda). Dopo aver visto quella 'cosa' misteriosa, chiamai mia moglie affinché venisse a vederla. Sfortunatamente mi rispose che aveva sonno e che voleva riaddormentarsi. Così restai solo ad osservare quell'oggetto che assomigliava anche ad un 'disco' luminoso. Dopo circa cinque minuti, la 'cosa' si alzò gradualmente senza emettere rumori al punto di superare le montagne vicine. Una decina di secondi più tardi, le luci della Base si riaccesero. Devo aggiungere che il mio cane non cessò di abbaiare finché l'oggetto non abbandonò la zona. Per concludere, devo confessare che l'evento che mi colpì al punto che non ritornai a dormire immediatamente dopo. Ho potuto così constatare, dopo circa trenta minuti, un certo movimento di macchine della polizia militare statunitense". (da: "Notiziario Ufo" - Settembre-Ottobre 1997).UN NIGHTHAWK E...7 luglio 1996: una foto e due filmati testimoniano manovre UFO sulla base di Avianodi Antonio ChiumientoNuovi elementi documentali vanno ad aggiungersi ad un certo numero di immagini riguardanti la Base USAF (NATO) di Aviano (PN) e dintorni, aventi come oggetto avvenimenti aerei anomali. Innanzitutto una foto, scattata da un funzionario (italiano) della Base Nato di Vicenza, appassionato di aerei - che solo per problemi di lavoro ha ritenuto opportuno di non rendere pubblico il proprio nome - durante la parata aerea di Aviano del 7 luglio 1996. Questi ci ha assicurato che quando l'ha scattata, oltre all'aereo fermo sulla pista (in primo piano) e all'F117 "Nighthawk" in volo, non ha notato altro. Fece sviluppare il rullino in questione soltanto pochi mesi fa. Quando andò a prendere la foto, la sorpresa. Soltanto su una fotografia, ad una certa distanza dall'F117, apparivano due oggetti misteriosi. Egli, rimasto stupito, ritenendo che si trattasse di un problema sul negativo, tornò al laboratorio fotografico. Ebbene, gli fu dichiarato che la pellicola non presentava alcun difetto e che quelle due macchie risultavano, senza ombra di dubbio, impresse sul negativo. Il funzionario non era ancora persuaso e allora decise di portare quest'ultimo in un laboratorio fotografico della vicina caserma vicentina "Ederle". Gli esperti fotografici statunitensi gli diedero una spiegazione abbastanza stravagante: "Saranno gabbiani..."; tagliando corto, chiedendo comunque il negativo. Quest'ultimo, invece, è stato consegnato a noi per le opportune verifiche. L'abbiamo fatto analizzare dall'ingegner Uliano Monti, esperto fotografico, che possiede un attrezzatissimo laboratorio fotografico a Pordenone. Ecco la sua risposta: "Non appare alcun difetto della pellicola. I due oggetti sono nettamente impressi sul fotogramma".Subito dopo la divulgazione da parte nostra della fotografia in questione sulla stampa locale, un giovane appassionato di aeronautica, Walter Pilat, andò a riguardare le riprese effettuate con la sua telecamera quello stesso giorno del 1996. Esaminando le immagini al rallentatore, si accorse della presenza delle stesse due "cose" poste ad una certa distanza dall'F117 (e in rapidissimo movimento).Un altro appassionato di aeronautica, Luciano Poletto, guardando al rallentatore le immagini realizzate con la sua videocamera quello stesso giorno del 1996, osservò quelle stesse due "cose" nei pressi dell'F117. Poletto ci consegnò anche dei "fermo-immagine" tratti dal suo filmato, da cui si può notare la notevole somiglianza dei due presunti UFO con i due fotografati (lo sottolineiamo: senza accorgersi della loro presenza) dal funzionario della Base Nato di Vicenza.Evidenziamo questa circostanza emersa dalla visione dei due filmati: è necessario rallentare fortemente le immagini per vedere i due oggetti misteriosi.Ciò significa che si trattava di due "cose" che procedevano ad altissima velocità, tanto da sfuggire alla normale osservazione umana. In altre parole, verrebbe da escludere la presenza nelle vicinanze del "Nighthawk" (altro nome dello Stealth) di aerei "convenzionali", data la velocità dei due presunti UFO.Questo può chiarire come mai un fatto di questo genere sia passato inosservato nonostante trecentomila (e forse più) testimoni.Un UFO sigariforme sull'Open Day della NATODiego Cal, appassionato di aerei, residente a Porcia, (PN), era presente all'Open Day, svoltosi alla Base USAF (NATO) di Aviano (PN) domenica 7 luglio 1996. Dopo la comparsa di alcuni articoli sulla stampa locale che parlavano della foto scattata da un funzionario italiano della Base Nato di Vicenza e dei filmati realizzati da Walter Pilar e da Luciano Poletto (tre persone presenti alla parata aerea in questione) Diego Cal ha controllato, rallentando fortemente il filmato da lui girato quello stesso giorno. Come risultato, ha constatato la presenza di uno strano oggetto volante (visibile in 4 fotogrammi) che si muoveva a velocità elevatissima, praticamente non percepibile dall'occhio umano e ciò in momenti diversi della giornata। (da: "Notiziario Ufo" - Settembre-Ottobre 1997).

a cura di Francesco Di Blasi

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