04 marzo 2008

Un viaggio nel tempo e nello spazio



Immagine 1 : Eta Carina nebula.

L‘ Eta Carina nebula, è la nebulosa stellare più grande conosciuta nell'universo, contiene abbastanza gas e polveri per la nascita di migliaia di stelle entro I prossimi cento milioni di anni. L’Eta Carina nebula trae il suo nome dalla stella che risiede nel suo nucleo ed è un oggetto eccezionale nel cielo dell’emisfero meridionale.
Fonte : Terence Dickinson, L’Universo ed oltre questo. Edizione delPlanetario di Salonicco, ( Grecia ), 2004




In questa foto, scattata in un'area deserta dell'Australia

l'Eta Carina nebula è la macchia più grande di color rosa sopra gli alberi.
Le traccie luminose che si vedono nella parte inferiore della foto sono dovute a grandi veicoli che hanno atravversato la strada durante l'esposizione di tre minuti.
Fonte : Terence Dickinson, L’Universo ed oltre questo. Edizione delPlanetario di Salonicco, ( Grecia ), 2004


L'osservazione delle stelle è un'abitudine tanto vecchia quanto il pensiero umano e fonda le basi su una delle scienze più vecchie del mondo. Il cielo pieno di stelle ci commuove e fa si che dentro di noi nascano le domande più profonde circa l'inizio e la fine del nostro mondo.
Dopo la scoperta e la conferma della relatività generale di Einstein nel 1921, le scienze fisiche e l'astronomia sono evolute rapidamente.
Nel 1953 teorici e scienziati hanno dimostrato che le stelle sono centri di energia di tipo nucleare ed in seguito hanno scoperto che tutto, gli esseri umani compresi, si costituiti di materia stellare, unioni di atomi che sono stati cucinati nelle caseruole del cuore delle stelle.
L'esistenza delle stelle, ogni perticella sottoatomica dell'Universo proviene da detto bigbang e da qui è nato tutto. La Grande esplosione o Big Bang che ha avuto luogo all'incirca 13.7 miliardi di anni fà. La dimostrazione essenziale che questa Grande Esplosione è avvenuta, è l'esistenza della radiazione cosmica di basale, questa radiazione è in sostanza l'eco della Grande Esplosione che è stata scoperta nel 1965 ed è stata cartografata dal satellite Cobe nel 1992.



L'universo che ci è noto, contiene 100 miliardi di galassie.
Nella foto,ogni punto rappresenta una sciame ( Cluster in inglese ) di galassie. I gruppi di sciame sono supersciami che contegono migliaia di galassie.La nostra sciame di galassie, il Gruppo Locale, contiene all'incirca 30 galassie che si trovano sull'estremità del supersciame di Virgo.
Nella parte inferiore, sulla destra della foto, la nostra galassia.


La nostra galassia si costituisce da almeno 200 miliardi di stelle, tra loro il Sole, ( la posizione del nostro sistema solare è evidenziata dal cerchio rosso nel centro della foto ) nonchè di quantità immense di gas e di polvere. Ha lo schema di una spirale gigantesca, ad una lungezza maggiore di 100.000 anni luce ma "soltanto" 2000 anni luce di spessore. Il centro della galassia si costituisce da un nucleo di vecchie e fredde stelle. Dall'area centrale partono braci spiroidali con stelle nuove, gas e polvere.La galassia ruota attorno al suo asse, ma non come un corpo unitario. Ogni stella, al suo disco, segue la propria orbita circolare attorno a quest'asse, obbedendo alle leggi universali del movimento di orbita circolare.
Il Sole ad esempio, la nostra stella, che giace a 26.000 anni luce lontano dal centro della galassia, neccesita di 230 millioni di anni per completare la sua rotazione attorno al centro della galassia. Altre stelle che si trovano ancora più lontano , si muovono più lentamente e la loro rotazione dura di più, mentre quelle che si trovano piu vicino al centro si muovono più velocemente.
Fonte : Cosmos, Quercus Pubblishing Ltd, 2006.



Nella parte inferiore della foto, a sinistra, alcune stelle che si trovano vicino la nostra galassia sono le più brillanti, entro un raggio di 20 anni luce lontano dal sole. Nella parte inferiore a destra, il sistema solare esterno. Nella parte superiore, a sinistra, I'interno.


Il Sole, con i suoi pianeti, si sono formati all'incirca 5 miliardi di anni fa. Il fatto ha avuto luogo in un angolo oscuro di una nebulosa satura di gas e di polvere che si trovava nelle grandiose spirali della nostra galassia e più precisamente, nella spirale del Cigno-Orione dove appunto ora risiede il nostro sistema solare.L'enorme nebulosa era una delle migliaia che spaziavano nella nostra Galassia. Mentre alcune di queste si sono dissolte, altre hanno subito trasformazioni notevoli, dovute alla pressione che esercitavano su di loro I corpi stellari vicini. Poco a poco, una parte di questa nebulosa ha iniziato a contrarsi, con il progressivo aumento della sua densità. Gli atomi della materia che una volta si trovavano a confortevoli distanze tra loro, hanno cominciato a restringersi e battersi l'uno contro l'altro vivacemente, producendo calore. In meno di 100.000 anni ,una quantità di materia uguale ad un millione di volte la massa della terra si è concentrata in una zona alcune volte piu ampia dall'orbita odierna di Plutone, il pianeta più lontano di tutti dal sole. Nel cuore di questa bollente massa, un pallone di gas bruciante ha toccato il punto d'esplosione con le conseguenti reazioni nucleari ed il nostro Sole ha cominciato a brillare, 4.6 miliardi anni fa.
Fonte della foto : La scienza spiega, edizioni Savalas, 2006
Nel fratempo, attorno al sole appena nato, la materia mulinante della nebulosa aveva formato un disco che si chiama nebulosa solare e che somigliava ad una galassia spiroidale a micrografia. Questa nebulosa conteneva idrogeno ed ossigeno in abbondanza, azoto e neon, una moderata quantita di silice,f erro e zolfo, ed in quantità minori, tutti gli altri ( e piu pesanti )elementi chimici.
Grande parte di questa materia erano residui di stelle precedenti, le quali l'avevano rilasciata nello spazio quando hanno finito il loro ciclo di vita come supernove esplosive o in altri modi , meno spettacolari.
Col progressivo aumento della densità della nebulosa solare, le particelle della materia si sono unite, formando particelle più grandi le quali, nei successivi milioni d'anni sono state incorporate a strutture più grandi ancora, dette pianetoidali. ( Pre - pianeti ).
A loro volta, i pianetoidali sono divenuti pianeti, satelliti, asteroidi e comete.
La composizione di questi corpi si differenziavano in funzione alla distanza che avevano dal Sole, obbeddendo ad un modello radiale.
Vicino al centro, la radiazione del Sole ha spazzato via la maggioranza dei gas leggeri, lasciando le pietre ed i metalli (inizialmente in condizione liquida ) .
Mercurio, Venere, Terra e Marte si sono formati qui.
Più lontano hanno dominato le combinazioni ricche in carbone, mischiate in parte con la pietra ed I metalli ( la maggioranza sono asteroidi ).
Ancora più lontano, esistevano materiali ricchi in combinazioni di carbonio - azoto - acqua ( asteroidali esteriori e satelliti piccoli di Giove ).
Il settore della nebulosa che si estende oltre questi corpi era abbastanza freddo e quindi ha mantenuto particelle di ghiacio, nonchè idrogeno gas ed elio ( Giove, Saturno e i loro satelliti più grandi ). L'area più lontana era cosi fredda che ospitava neve di ammoniaca, metano e monossido di carbonio ( da Urano ed oltre ).
Questa zona interna, ove predominano la pietra ed il metallo, ci è più familiare siccome ci troviamo nel suo interno, insieme alla luna, la nostra compagna nello spazio ed I pianeti vicini, Marte, Venere e Mercurio.
Questi pianeti ed il nostro, si chiamano pianeti interni, siccome sono costituiti prevalentemente da roccia e metalli, hanno superfici solide, pochi satelliti ed affatto anelli.
I pianeti esterni o giganti gassosi ( Giove, Saturno, Urano, Nettuno ) hanno dimensioni molto più grandi, sono costituiti prevalentemente da idrogeno ed elio ed hanno tanti satelliti ed anelli. Plutone, l'ultimo pianeta ? è un eccezione e un mistero per gli astronomi, siccome è diverso sia dai pianeti interni che da quelli esterni.
E' molto più piccolo di tutti I pianeti ed è costituitocda roccia, ghiacio e metalli.

La terra primitiva, appena 10 millioni di anni dopo la creazione del sistema solare, si arroventa dal calore che producono gli urti, siccome subisce un continuo martellamento dai resti della formazione del sistema solare.
Li vicino si trova la Luna neonata che spazia tra anelli di frammenti, I resti della sua nascita.
La terra primitiva, piena di crateri e senza l'atmosfera e gli oceani che possiede oggi, probabilmente assomigliava alla Luna.
Col tempo, il vapore e i gas provenienti dai vulcani hanno approvvigionato il
nostro pianeta di acqua ed aria. Più acqua potrebbe provenire dagli urti delle comete che sono costituite in gran parte da ghiacio.
L'atmosfera è trattenuta dalla terra, però una piccola parte fugge dalla gravità.
Con l'aiuto degli elementi meteorologici e delle alterazioni dell'ambiente ( vento, pioggia, fiumi , ghiacciai ), le tracce dei crateri sono sparite, mentre il meccanismo interno della terra ha ricostruito la superficie col movimento delle zolle tettoniche, la formazione delle montagne e l'attività dei vulcani.
Tutto quanto, la temperatura della terra è determinata dalla sua distanza dal Sole, l'hanno reso il pianeta unico nel sistema solare che ha tratenuto sulla sua superficie enormi quantità di acqua in condizione liquida per miliardi di anni. L'acqua, a sua volta, è stata l'incubatrice ove si è sviluppata la vita.
Un fenomeno che esiste sulla terra da più di 3,6 milliardi di anni.
Fonte dei dati : Stephen Hawking, Sulle spalle dei giganti, edizioni Travlos 2006 ed guardate l'Universo, edizione del Planetario di Salonicco, 2005.

  • L'articolo ci è stato inviato e tradotto

dall' ARCH. SOFIA PANOU

  • ATENE (Grecia)

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