12 marzo 2008

SCOMPARSE ECCELLENTI




Già negli anni Sessanta, negli USA, molti ufologi, ricercatori, scrittori e giornalisti scomparvero in circostanze poco chiare. Forse, perché avevano compiuto con onore il loro dovere

di Otto O. Binder

Da un articolo pubblicato nel 1971 sul periodico statunitense “SAGA”.


Negli ultimi dieci anni, non meno di 137 ricercatori sui dischi volanti, scrittori, scienziati, e testimoni, sono morti - molti nelle più misteriose circostanze. Sono stati messi a tacere, per sempre, perché si erano troppo avvicinati alla verità? Mancavano pochi giorni all’apertura del Congresso degli Ufologi Scientifici, del 1967, quando Gray Barker, organizzatore della manifestazione, ricevette due lettere e una chiamata telefonica che lo informavano che il giornalista e ufologo Frank Edwards sarebbe morto durante il congresso. All’indomani dell’inizio della manifestazione, ci fu un annuncio: Frank Edwards era stato stroncato da un “apparente” attacco cardiaco. Come è possibile che qualcuno sapesse dell’imminente morte di Edwards, a meno che questa non fosse stata pianificata? Era il 24 Giugno 1967 e a New York City faceva un caldo torrido. Ma un brivido gelido percorse il pubblico assiepato nella sala del Commodore Hotel quando Jim Moseley, Presidente della First World UFO Convention, poi divenuta nota come “Congresso degli Ufologi Scientifici”, richiamò l’attenzione dell’uditorio con la seguente allarmante dichiarazione: “Vi prego. Un po’ di attenzione”, esordì. L’assemblea piombò nel silenzio. “Abbiamo appena ricevuto una notizia tremenda. Frank Edwards, il noto speaker radiofonico e strenuo difensore della causa dei dischi volanti, è morto oggi, a causa di un attacco di cuore. Aveva 59 anni”.

Un nodo alla gola prese i 2000 presenti. Frank Edwards era stato uno dei principali sostenitori dell’esistenza degli UFO e si era prodigato affinché il pubblico e il governo prestassero attenzione a questo sconcertante fenomeno. Aveva gettato le basi per il rispetto dovuto all’argomento, grazie alla sua ottima reputazione di giornalista.

“Non c’è bisogno di ricordarvi la coincidenza davvero strana di questa notizia”, continuò Moseley, “che la morte di Frank Edwards sia avvenuta lo stesso giorno in cui 20 anni fa apparvero in America i primi grandi titoli sugli UFO. Era infatti il 24 Giugno 1947, quando Kenneth Arnold ebbe il suo famoso avvistamento di nove dischi volanti”.

Frank Edwards se n’era andato nella serata del 23 Giugno, poco prima della mezzanotte. Ma la coincidenza rimane - come se la sua morte fosse stata pianificata per quella data significativa. Pianificata? E da chi? Oppure, fu solo un caso?

E fu ancora per caso che altri due importanti esponenti dell’ufologia americana morirono il 24 Giugno del 1967, e altri due, ancora, lo stesso giorno, ma in anni diversi? Il primo è Arthur Bryant, un contattista che dichiarava di aver incontrato tre Venusiani, fra loro la presunta reincarnazione di George Adasmki, il più famoso contattista della comunità ufologica mondiale.

Il secondo è Richard Church, brillante e giovane presidente del gruppo CIGIUFO, esperto della materia.

Il terzo è Frank Scully, morto il 24 Giugno 1964. Scully scrisse il primo libro significativo sugli UFO, Behind the Flying Saucers, in cui menzionava i “piccoli uomini” o umanoidi alieni, la propulsione elettromagnetica dei dischi, gli effetti EM, e la campagna dell’Air Force per nascondere la verità sugli UFO al pubblico, tutte idee “ridicole” che in seguito avrebbero ottenuto credito.

Willie Ley, 24 Giugno 1969. Famoso scrittore di missilistica e di astronautica, Ley non fu direttamente coinvolto in campo ufologico, ma la sua opera riguarda anche i viaggi spaziali. I dischi volanti sono mezzi per viaggiare nello spazio. Abbiamo quindi personaggi direttamente connessi all’Ufologia, oltre Ley, tutti deceduti il 24 Giugno. Perché proprio in quella data? Una coincidenza? Oppure una data emblematica scelta come avvertimento?



Una decimazione

In ogni caso, è un fatto che negli ultimi 10 anni, non meno di 137 fra ricercatori UFO e contattisti sono deceduti. Molte delle morti sono avvenute in circostanze singolari. La lista di questi nomi è troppo lunga per essere riportata nella sua interezza; saranno menzionati solo i più importanti.

George Adamski, 23 Aprile 1965. Vittima di un attacco di cuore (secondo il certificato di morte) a Silver Springs, Md. Adamski morì nel giro di poche ore, nonostante il ricovero d’urgenza. Il suo corpo fu cremato e sepolto nel Cimitero Nazionale di Arlington. Adamski affermava di aver visto un disco volante atterrare nel sud della California e di aver parlato con il suo pilota, un Venusiano, di fronte a testimoni, fra i quali George Hunt Williamson (che scomparve misteriosamente nel 1965). Adamski dichiarava anche di aver viaggiato su Venere e di essere stato in comunicazione telepatica con gli occupanti del disco. Adamski girò il mondo fino alla sua morte, diffondendo messaggi e inviti provenienti dai nostri “fratelli dello spazio”, a vivere in fratellanza e in pace.

Truman Bethurum, 21 Maggio 1969. Anche lui dichiarava di aver viaggiato in altri mondi a bordo dei dischi volanti. Era un uomo tranquillo, incapace di inventare le fantastiche avventure che raccontava di aver vissuto. In proposito scrisse due libri, prima di spirare serenamente, nel proprio letto.

Barney Hill, 25 Febbraio 1969. Uno dei più noti “contattati”, con la moglie Betty raccontò la loro storia alla TV e durante diverse conferenze. Nessun dubbio sulla loro sincerità.

Mark Probert, 22 Febbraio 1969. Il più eminente chiaroveggente della BSRA (Bordeland Science Research Associates), un’organizzazione fondata da Meade Layne. Probert fungeva da “telefono cosmico” mettendo in comunicazione la Terra con un “cerchio interno” di spiriti defunti, che resero possibile per lui entrare in contatto con gli occupanti dei dischi volanti. Rapporti dei contatti furono poi pubblicati nel bollettino della BSRA. Probert non dichiarò mai di aver visto occupanti, o di aver viaggiato a bordo di dischi volanti.

Meade Layne, 1968. Ci ha lasciato numerosi libri sul suo credo nei dischi volanti.

George Hunt Williamson. Il primo di due grandi misteri. Williamson scomparve durante una spedizione antropologica in Perù, nel 1965. Restano famose le sue esplorazioni di antichi siti Indiani nelle Ande, che egli sospettava ospitassero dischi volanti, campi di atterraggio e basi sotterranee, dove era convinto si fossero insediati. In seguito, effettuò esperimenti mediante contatti radio a onde corte, dichiarando nel 1952 di aver stabilito comunicazioni con gli UFO. Durante tali trasmissioni, diversi dischi volanti furono visti librarsi sulla sua cabina ricetrasmittente. Williamson scrisse molti libri sugli UFO, il più importante fu The Road in the Sky.

Raymond Bernard, 10 Settembre 1966? Il punto di domanda è necessario, in quanto alcuni credono che il dottor Bernard sia ancora vivo. Autore fecondo sulla tematica della Terra Cava (The Hollow Earth, The Inner World, etc.) Bernard riteneva che nelle viscere del pianeta risiedessero esseri provenienti dallo spazio, ovvero “Terrestri interni” e non extraterrestri. I loro dischi volanti uscivano dalla Terra al Polo Nord e Sud, ove, secondo il dottor Bernard, si aprono voragini abissali.

Morris K. Jessup, 20 Aprile 1959. Autorevole astrofisico, credeva fermamente negli UFO e dedicò la sua vita a provarne l’esistenza. Jessup fornì la supervisione dell’installazione del primo importante telescopio nell’emisfero Sud. Scrisse diversi libri, il più famoso resta The Case for the UFO, del 1955. Jessup fu trovato morto nella sua station wagon in un parco di Coral Gables (Fla.) Causa apparente del decesso: suicidio. Lo scarico della vettura venne rinvenuto collegato all’abitacolo. Il certificato di morte dichiarava: “Intossicazione acuta da monossido di carbonio”. La teoria del dottor Jessup riguardo gli UFO è che sono veicoli con cui una razza pigmea proveniente dallo spazio esterno visitò la Terra milioni di anni fa. Questi esseri costruirono una civiltà successivamente distrutta da una calamità naturale. Vestigia di tale civiltà permangono nelle tribù pigmee viventi sulla Terra oggi. Le sue ipotesi furono respinte dall’establishment scientifico. Edward Ruppelt, 1960. Il Capitano Ruppelt guidò il Progetto Blue Book dell’Air Force statunitense per due anni e mezzo. Fu molto più vicino alla causa ufologica, di quanto i suoi critici ammettessero. Nel 1956, scrisse il Rapporto sugli Oggetti Volanti non Identificati nel quale provava che l’Air Force non aveva le basi per negare l’esistenza degli UFO, richiedendo il rilascio delle statistiche sugli UFO da parte dell’USAF. Fu Ruppelt a servire la patata bollente degli UFO alla pubblica opinione, contrattaccando con veemenza alle teorie anti-UFO del dottor Donald Menzel.

Wilbert B. Smith, 27 Dicembre 1962. Eminente scienziato, fu nominato capo del Progetto Magnet dal governo canadese nel 1950; il progetto era designato alle indagini sui dischi volanti, soggetto preso seriamente in considerazione dal governo canadese di quel tempo. Ma l’idea fu ridicolizzata dalla stampa, e ufficiali non favorevoli accantonarono il progetto quattro anni dopo.

Smith dichiarò di aver ricevuto messaggi telepatici dagli UFO e aiutò i gruppi UFO nelle loro ricerche; inoltre analizzò il famoso “frammento di Ottawa” nel quale riscontrò tracce di elementi anomali, forse associabili a un UFO.

1 commento:

Σοφία Πάνου ha detto...

Questa con la terra cava non capisco cme puo' funzionare. Ho visto alla tv un giorno il concetto e mi e' sembrato proprio assurdo perche' si diceva che sotto lo strato della roccia, tutto l' interno 'e cavo, non mi sembra che sia giusto. Vivere sottoterra, nello strato solido e' una cosa che ci sta' fisicamente. Ma che la terra contiene una cavita' enorme credo che sia proprio esagerato. Di spazio c'e' ne tantissimo nell' Universo, a quei tempi pero' non era tutto chiaro e questa mi pare che 'e pura fantasia.
Del resto ci credo.