03 gennaio 2008

SUONA IL PIANOFORTE MA NON CONOSCE LE NOTE MUSICALI

Dalla Svizzera a Pescara:
Ladimiro Di Renzo realizza musica a richiesta e 'su misura'.
Suona il pianoforte divinamente, tiene centinaia di concerti, ma non sa leggere uno spartito. Sol, do, re, mi: possono essere qualunque cosa. Ladimiro Di Renzo non conosce le note musicali. Lui, nato a Pescara ma emigrato con la famiglia in Svizzera dall'eta' di due anni, la musica 'non l'ha inventata, l'ha solo trovata'. Da bambino,suo padre, Mario Di Renzo, tenore nel coro della chiesa di Sant'Antonio,si esercitava nel Rigoletto e lui, piccolo genio di quattro anni, strimpellava la musica intonandola alla melodia che si diffondeva nella stanza. Cosi' ha imparato a suonare il pianoforte. Provando e riprovando, giorno dopo giorno. E oggi, quando qualcuno gli chiede: mi suoni quel pezzo? lui non cerca lo spartito che peraltro non sa leggere. Ma si mette davanti agli occhi uno dei suoi numerosi compact che ha pubblicato e legge i numeri delle canzoni che ripete pari pari senza neppure fare le prove. Un mostro di bravura. Bisogna sentirlo suonare per credere a cio' che avete appena letto. Due le occasioni in Abruzzo nei prossimi giorni. Ladimiro Di Renzo si esibira' il prossimo 29 dicembre 2007 alle ore 18 al museo delle Genti d'Abruzzo e il 5 gennaio 2008 alle ore 21 nella parrocchia dell'Assunta di Silvi Marina, in provincia di Teramo. Il giovane Ladimiro (il nome di battesimo lo ha scelto suo padre) e' nato a Pescara il 17 agosto 1963, unico figlio del calzolaio Mario (scomparso nel 2002) e di donna Serafina Costantini, originaria di Silvi Marina, domestica in pensione. Sostiene, Ladimiro, di avere doti da medium e forse e' vero se riesce a suonare la sua musica dedicandola agli incontri della sua vita e adattandola alle varie personalita'. Un costruttore di musica su misura, fatta apposta per chi la ascolta. Vive a Basilea ma sogna Pescara dove sta per tornare per deliziarci con la sua arte. Gli occhi gli brillano quando racconta la storia fantastica di papa' Mario che voleva fare del canto la sua professione.' Doveva affrontare il provino alla Rai,il papa', ma per le spese ci volevano 50 mila lire. Riusci' a raggranellarne 30000: 20000 glieli presto' il suo medico e 10000 il sarto. Ma non bastarono e il sogno sfumo'. Per ventimila lire dell'epoca mio padre si gioco' la carriera'. Un fallimento che brucia ancora oggi quando ripensa al dolore che provo' suo padre in quella circostanza. Ladimiro aggredisce il pianoforte, lo plasma a suo piacimento.Da bambino quello strumento lo chiamava 'la scatola che fa la musica'. E pensare che anche per lui e' stata dura. All'eta' di quattro anni lo trascinano dalla pianista Margherita Michels. Ci ha provato tre mesi a strimpellare, ma non gli riuscivano piu' di 'cinque linee e quattro spazi'. Quindi l'insegnante 'mi butto' fuori e disse a mio padre che non ero portato per la musica'. Quindi un nuovo tentativo dal soprano Carmen Prietto 'ma invece di aiutarmi a far uscire la mia arte, mi soffocarono con sistemi di studio che non accettavo, inadatti a me'. Nel 1999 la svolta. Ladimiro Di Renzo conosce Maya Emmengger che lo lancia nel firmamento musicale e gli regala un pianoforte elettronico col quale gioca a creare le sue opere a meta' strada tra la new age, il jazz,il classico. 'Mi piace farmi sorprendere dal futuro'. E il futuro e' li' dietro l'angolo.Lo aspetta per realizzare il suo grande sogno: la direzione di una orchestra con 22 elementi.E' terribilmente geloso della sua musica che ama in maniera viscerale e come un pittore ama la sua arte, difficilmente riesce a disfarsene. Ogni brano e' un pezzo della sua vita, una persona conosciuta, un animo esplorato. E' riuscito persino a tenere concerti per una sola persona, tanto intimo diventa il rapporto con le sue creature. Crede nella reincarnazione ed e' appassionato della cabala. Adora il suo cane Amadeus, un pastore tedesco, la cui foto campeggia sulle copertine dei cd; non si separa mai da un anello d'oro che gli ha regalato la madre; ha un 'difetto':'pecco d'altruismo' che non gli da' pace e lo spinge continuamente verso gli altri e le opere benefiche. Un altro suo obiettivo e' la creazione di una casa di riposo per anziani assistiti da un programma di terapia musicale. La sua famiglia sono anche i suoi amici Sandro, Michele, Lorenzo. A Silvi Marina Rita Di Cesare organizza salotti musicali dove lui e' l'ospite d'onore. Ha un pessimo rapporto col denaro: non lo considera primario, ma promette di cambiare. Vorrebbe tanto insegnare ai bambini e per i giovani talentuosi ha un messaggio:' Suonate col cuore'.

1 commento:

Amaya ha detto...

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