03 dicembre 2007

LA VITA OLTRE LA TERRA E'.......?



Me lo ha chiesto un amico, al termine di una di quelle serate dove i discorsi sconfinano nel desiderio di capire, più che sapere, cosa potrebbe esserci ( uso il condizionale perché non ho la presunzione di “vendere”verità assolute )oltre il mondo come lo conosciamo noi.
Le risposte possono essere diverse, in base al tipo di ricerca che si fa, per esempio si potrebbe provare a immaginare come sono strutturate le civiltà che popolano l’Universo; come vivono la quotidianità, se lavorano, si svagano, si innamorano……..ma resteremmo comunque legati a degli archetipi umani.
Le informazioni su questo argomento sono tesoro di pochissimi eletti, non ritenendo che il resto dell’umanità possa essere pronto per il momento a riceverle, per cui a noi non resta altro che fare delle supposizioni.
Per quello che riguarda me personalmente, posso raccontare di un’esperienza fatta tempo fa, che mi ha lasciato un segno profondo nell’anima e mi ha “costretto”ad insistere nella ricerca di ciò che c’è,ma non vediamo. Credo che a tutti o quasi, sia capitato di sognare, ma sognare a colori, ricordando con precisione assoluta anche il più piccolo particolare, bene, si dice che quando ciò accade, abbiamo fatto un viaggio in astrale, cioè, il nostro spirito, non condizionato dagli impulsi del cervello in stato di riposo, riesce ad entrare in contatto con altre dimensioni.
In questo luogo ci sono stata due volte,in tempi e condizioni diverse, ma posso affermare che è stata la prima visita quella che mi ha impressionata di più.
Ero immersa nel buio più totale, niente luna, niente stelle, solo buio profondo, non provavo paura, anzi, era come se stessi rientrando a casa dopo una serata passata con gli amici.
Ho aperto un cancello, l’ho varcato e sono entrata in quello che ho percepito come un giardino, sentivo il rumore del mare sulla mia destra e, avanzando riuscivo a sentire i profumi delle piante che mi circondavano, c’erano agavi, alloro, oleandri,insomma vegetazione mediterranea,la cosa strana è, che pur non vedendo nulla, non mi sono mai imbattuta in nessun ostacolo,così ho attraversato tutto il tratto di ciottolato e sono arrivata a ridosso di una scala a chiocciola, mi sono fermata un attimo per riprendere fiato, ci credereste, avevo camminato molto velocemente, avevo il fiatone; dopo essermi ripresa decido di scendere, mi appoggio con la pancia sulla ringhiera e comincio a scivolare su di essa, quando ero quasi a metà, mi sono svegliata, avevo il fiatone.
Inutile dire che non ho più chiuso occhio, continuavo a domandarmi cosa potesse rappresentare quel sogno, ma soprattutto cos’era quella sensazione di familiarità che ho avvertito.
Passano i giorni e, mi dimentico del sogno, ma lui puntualmente ritorna: stavolta era giorno, una bellissima giornata di sole eccomi nuovamente davanti al cancello, lo apro, entro, ho riconosciuto al volo il luogo, gli odori erano quelli che avevo sentito, ma ora gli occhi vedevano, c’era come un sentiero fatto di pietre piatte, come quelle che si usano nei vialetti di accesso di alcune dimore, lastricato ai lati da aiuole composte da agavi, cespugli di alloro perfettamente tagliati, e il tutto era inserito in una pineta; a destra c’era come uno strapiombo che dava sul mare, lo si intravedeva tra gli alberi, proseguendo arrivo su uno slargo dove ci sono alberi di oleandro,non credo ai miei occhi, il mio olfatto aveva registrato tutto con precisione assoluta, davanti a me, in basso uno spettacolo meraviglioso: una spiaggia bianchissima, talmente bianca che luccicava sotto il sole, intorno colline morbide coperte di erba dalle sfumature che andavano dal verde tenero al blu, e poi tutt’intorno un susseguirsi di insenature a perdita d’occhio.
Sembrava un luogo magico, c’era un’energia formidabile, respiravo e mi sentivo rinvigorire, e il cielo era un caleidoscopio di colori: azzurro, viola, indaco, rosa, rossoarancio,oro!
Ma dove ero finita? Perché non volevo andarmene, ero incollata con lo sguardo su tutta quella meraviglia,ma la sensazione di essere a casa persisteva, le mie radici erano lì,io però non capivo il perché;sono tornata con gli occhi sulla spiaggia e allora l’ho vista: c’era una casa, una casa bianca appoggiata alla roccia con l’ingresso sulla spiaggia.
Era una costruzione semplice nella sua imponenza, con grandi finestre per inondarla di luce, un bel patio per godersi la frescura di sera,a lato una torretta con grandi verate per guardare il panorama tutt’intorno dall’alto e poi una grande buganvillea fiorita che la abbracciava.
Non voglio andare via……..più in là, sempre sulla spiaggia, un tempietto di marmo bianco con la cupola rosa con all’interno una statua della Madre.
Quella era la mia casa, il luogo da dove sono partita per questo viaggio terreno,dove spero,tornerò alla fine di questo viaggio.
Lì già ci sono le persone a me care che hanno fatto ritorno a casa, ecco il perché della famigliarità.
Non mi hanno permesso di scendere, stavolta,e a malincuore sono tornata indietro, ma quelle sensazioni non le ho più perse e per non dimenticare quello che avevo visto ho messo su carta i colori di quel “paradiso”i quali, tutt’oggi mi fanno compagnia quando il desiderio di quella pace si fa sentire.

Zoagli

1 commento:

MISTERO ha detto...

GRAZIE DI IMMENSO CUORE COSMICO A TE ED ASTRALE PER I FANTASTICI..RACCONTI CHE MI AVETE INVIATO SIETE BRAVISIMO SPERO CHE VOGLIATE SCRIVERE ANCORA PER IL MIO BLOG!!!
COSMICAMENTE GRATO!!!
BY MISTERO